{"id":5210,"date":"2024-01-25T11:55:58","date_gmt":"2024-01-25T10:55:58","guid":{"rendered":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/arendt\/?p=5210"},"modified":"2024-01-25T11:57:34","modified_gmt":"2024-01-25T10:57:34","slug":"citta-e-liberta-ciclo-di-conferenze-del-centro-studi-politici-hannah-arendt-invito-alla-discussione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/arendt\/citta-e-liberta-ciclo-di-conferenze-del-centro-studi-politici-hannah-arendt-invito-alla-discussione\/","title":{"rendered":"Citt\u00e0 e libert\u00e0  Ciclo di conferenze del Centro studi Politici Hannah Arendt"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/arendt\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/locandina_web-1-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1417\" height=\"1984\" class=\"alignleft size-full wp-image-5214\" srcset=\"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/arendt\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/locandina_web-1-1.jpg 1417w, https:\/\/sites.dsu.univr.it\/arendt\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/locandina_web-1-1-214x300.jpg 214w, https:\/\/sites.dsu.univr.it\/arendt\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/locandina_web-1-1-731x1024.jpg 731w, https:\/\/sites.dsu.univr.it\/arendt\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/locandina_web-1-1-1097x1536.jpg 1097w\" sizes=\"auto, (max-width: 1417px) 100vw, 1417px\" \/><br \/>\n\u00c8 noto \u2013 e da qualche decennio diversi studi non fanno che accertarlo \u2013 che dagli inizi degli anni duemila pi\u00f9 della met\u00e0 della popolazione del pianeta, ovvero poco pi\u00f9 di 4,4 miliardi di persone, vive in citt\u00e0, concentrando di fatto gran parte della propria attivit\u00e0 in ristrette zolle della Terra (2%) e occupando solo una ristretta percentuale delle terre emerse (Lussault, 2017). Il fenomeno di inurbamento ovviamente non riguarda solo l\u2019Europa o gli Stati Uniti (che conoscono picchi di urbanizzazione dell\u201980 per cento), ma interessa l\u2019intero globo: da Tokyo, nel cui circondario vivono 36 milioni di persone, a Mumbai con i suoi 12 milioni di residenti, passando per Shangai con poco pi\u00f9 di 26 milioni di abitanti, sembra che l\u2019umanit\u00e0 in questo evo storico abbia fatto della spazio urbano l\u2019habitat pi\u00f9 comune, oltre che pi\u00f9 diffuso, dove vivere e riprodurre la propria vita associata.<br \/>\nChiamare citt\u00e0 quell\u2019insieme eterogeneo di spazi che si aggregano e si assommano ai limiti delle periferie dei vecchi centri urbani, o che ai margini di questi costituiscono nuovi centri mobili ed effimeri, \u00e8 diventato solo un comodo espediente retorico: abitudine di una lingua in attesa di una nuova invenzione. Quello che infatti velocemente definiamo \u2018citt\u00e0\u2019 non \u00e8 altro che una distesa senza fondo e senza bordo, che si prolunga in una \u2018totalit\u00e0 sparpagliata\u2019 di frammenti abitati (Nancy, 1999), spesso senza una sua propria forma, senza un riconoscibile e solido centro d\u2019equilibrio. Non pi\u00f9 citt\u00e0 conchiusa o orientata dal suo centro storico, ma post-metropoli la cui morfologia si costituisce a partire da un radicale ribaltamento dei principi costitutivi dei luoghi di relazione della vita urbana (Gregotti, 2011). N\u00e9 polis, dunque, intesa come la citt\u00e0-dimora in cui genos ed ethnos coincidono; n\u00e9 civitas, luogo del convergere di diverse persone sotto le medesime leggi, al di l\u00e0 di ogni determinatezza etnica o religiosa (Cacciari, 2009). La citt\u00e0 contemporanea si discosta dunque sia dai modelli antichi, fondati su n\u00f3mos e ius, sia da quelli moderni, che organizzano lo spazio urbano attorno ai corpi rigidi e fissi della fabbrica, della produzione, del mercato.<br \/>\n\u00c8 indubbio, allora, che l\u2019inedita condizione di disgregazione ed estensione senza limiti che riguarda le trasformazioni urbanistiche della citt\u00e0 contemporanea costituisca una sfida radicale a tutte le forme tradizionali della vita associata, dal momento che la citt\u00e0, prima ancora di essere una questione, consiste anzitutto nella forma che rende possibile la coesistenza umana: spazio dell\u2019azione e del discorso, dell\u2019interazione, della socievolezza, spazio dell\u2019infra (in-between) e dell\u2019essere-con-gli altri che, secondo Hannah Arendt, sta a fondamento della politica, costituendo il presupposto di ogni partecipazione alla vita associata (Arendt, 1958). La polis dell\u2019antichit\u00e0, ad esempio, \u00e8 stata il luogo dell\u2019invenzione dello spazio pubblico in cui gli esseri umani hanno potuto sperimentare una libert\u00e0 impossibile da esperire nell\u2019universo domestico: quella libert\u00e0 di non essere soggetti n\u00e9 alla necessit\u00e0 della vita n\u00e9 al comando del capofamiglia. Nel mondo moderno, invece, la citt\u00e0 \u00e8 stata il luogo di incubazione dell\u2019illuminismo e poi delle rivoluzioni, delle comuni e dei consigli, di quei progetti di organizzazione e costituzione politica al di qua o al di l\u00e0 della forma statuale. Oggi, come teoriche e teorici della politica, sentiamo il bisogno di tornare a riflettere su questa infrastruttura che rende possibile la politica, per ragionare, a un tempo, sullo stato di salute della citt\u00e0 e sullo stato di salute della politica. Vogliamo per questo interrogare i saperi e i progetti degli urbanisti e dei filosofi, degli scrittori e degli architetti, degli amministratori pubblici e dei costruttori, per verificare quali spazi di socialit\u00e0 per lo sviluppo della comunit\u00e0, per la cura e la sussidiariet\u00e0, resistono o vengono sviluppati nella citt\u00e0 contemporanea. Ovvero, siamo curiosi di scoprire come le trasformazioni urbane stanno modificando la vita associata di chi vi abita, ma anche come l\u2019azione politica possa ridefinire e determinare in modo inatteso i luoghi urbani, popolandoli di soggetti imprevisti, esperienze inedite, eventi generativi.<\/p>\n<p>Intrecciando saperi disciplinari diversi, in questo ciclo di conferenze vorremmo per questo trattare la citt\u00e0 non solo come artefatto, cio\u00e8 come spazio che grazie alle forme dell\u2019edificato (monumenti, edifici, abitazioni) diventa il luogo di conservazione della memoria e della tradizione, \u2018palinsesto\u2019 di forme del passato sovrapposte l\u2019una all\u2019altra (Rossi, 1966), \u2018collage\u2019 di stili architettonici pi\u00f9 o meno gradevoli (Harvey, 1993). Analizzeremo piuttosto la citt\u00e0 come la combinazione, ogni volta differente, dei modi di vivere delle persone (cit\u00e9) e le forme dell\u2019edificato (ville) (Sennett, 2018): a un tempo manufatto architettonico e fatto sociale. Interessandoci cos\u00ec non solo alla citt\u00e0 per come appare o dovrebbe apparire, ma a come essa funziona, a quali forme di ordine gi\u00e0 risponde, attraverso quali forme di azione o discorso viene continuamente riplasmata e attraversata dai suoi abitanti.<\/p>\n<p>L\u2019invito alla discussione riguarda, allora, alcune domande circa lo stato delle trasformazioni urbane e l\u2019emergenza e la definizione dei suoi spazi pubblici.<br \/>\nAnalizzando casi concreti riguardanti luoghi geografici diversi (Roma, Verona, Ramallah, Palermo) osserveremo quali soluzioni l\u2019urbanistica e l\u2019architettura possono trovare per favorire o arrestare, far fiorire o dimenticare, vivificare o, al contrario, far naufragare il carattere civile della citt\u00e0. Seguendo alcuni progetti di rigenerazione urbana, ci interrogheremo sulle relazioni che sussistono tra la qualit\u00e0 dello spazio pubblico e lo sviluppo della comunit\u00e0, la cura del paesaggio e la generativit\u00e0 della citt\u00e0. Guardando ai processi di riduzione dei centri storici italiani a luoghi in cui la citt\u00e0 cede a un impulso museale e a un\u2019artificiosa inclusione dei suoi turisti, ci chiederemo se la citt\u00e0 sia solo luogo vissuto, mai vivente (Panattoni, 2023). Osservando poi l\u2019estensione della filiera urbana e la crescente porosit\u00e0 dei confini tra citt\u00e0 e campagna, ci domanderemo anche a quale dimensione ecologica \u00e8 destinata la citt\u00e0 contemporanea, e attraverso quali forme di mobilit\u00e0 la densa pluralit\u00e0 umana che vi abita pu\u00f2 muoversi e raggiungere tutti i suoi luoghi. Inoltre, ci chiederemo anche quale sia l\u2019effetto performativo che alcune narrazioni determinano sulla citt\u00e0, ma anche qual \u00e8 lo scarto, qual \u00e8 la differenza, che si produce tra citt\u00e0 e narrazione, tra la citt\u00e0 minerale, delle pietre e degli edifici, e la citt\u00e0 linguistica, delle parole e delle storie. Infine, riportando la nostra attenzione al nostro luogo di partenza, ci chiederemo se le definizioni di citt\u00e0 policentrica (Nigrelli, 2021), citt\u00e0 dei quindici minuti (Moreno, 2020), citt\u00e0 incompiuta (Sendra, Sennett, 2020) \u2013 entrate negli ultimi anni nella cassetta degli attrezzi di ogni urbanista \u2013 possano oggi orientare lo sviluppo della citt\u00e0 di Verona.<\/p>\n<p>In definitiva, se la caratteristica dell\u2019architettura non deriva da una somma di larghezze, lunghezze e altezze degli elementi costruttivi che racchiudono lo spazio, ma proprio dal vuoto, dallo spazio racchiuso, dallo spazio interno in cui gli esseri umani si trovano a camminare e vivere (Zevi, 1948), il vero interrogativo che vorremmo muovere in ogni incontro di questo ciclo sar\u00e0 l\u2019uso che di questo spazio interno \u2013 quello spazio che non pu\u00f2 essere appreso e vissuto se non per esperienza diretta \u2013 le citt\u00e0 contemporanee stanno facendo o possono ancora fare.<\/p>\n<p><strong>1) Le architetture della libert\u00e0: Olivia Guaraldo (Universit\u00e0 di Verona) \u2013 Riccardo Panattoni (Direttore dipartimento di Scienze Umane, Verona) \/1 Febbraio 2024\/(Spazio Baleno) ore 18-21;<\/strong><br \/>\n<strong>2) Spazi domestici e spazi di cura: Carlotta Cossutta (Scuola Normale Superiore) ed Elena Granata (Politecnico di Milano)\/22 Febbraio 2024. (Spazio Univr) ore 15.00-18.00<\/strong><br \/>\n<strong>3) Discussione con Nicola Turrini (Universit\u00e0 di Verona) e Arab American University 22 Marzo 2024 (Spazio Baleno) ore 18.00-21.00<\/strong><br \/>\n<strong>4) La citt\u00e0 in comune discussione con Giovanni Caudo (Universit\u00e0 Roma tre) e Barbara Mezzaroma \/4 Aprile 2024\/ (Spazio Univr) ore 15.00-18.00<\/strong><br \/>\n<strong>5) Questa non \u00e8 una citt\u00e0. Con Giorgio Vasta (scrittore) \/29 Aprile 2024\/ (Univr in collaborazione con Massimo Natale, letteratura italiana, Universit\u00e0 di Verona) ore 15.00-18.00<\/strong><br \/>\n<strong>6) Trasformazioni urbane Verona: Barbara Bissoli (Vicesindaca di Verona) &amp; Associazione Cocai \/23 Maggio 2024\/(Univr) ore 15.00-18.00<\/strong><\/p>\n<p><a class=\"btn button\" href=\"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/arendt\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Centro-Arendt-Definitivo.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Programma<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 noto \u2013 e da qualche decennio diversi studi non fanno che accertarlo \u2013 che dagli inizi degli anni duemila pi\u00f9 della met\u00e0 della popolazione del pianeta, ovvero poco pi\u00f9 di 4,4 miliardi di persone, vive in citt\u00e0, concentrando di fatto gran parte della propria attivit\u00e0 in ristrette zolle della Terra (2%) e occupando solo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5214,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-5210","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/arendt\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5210","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/arendt\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/arendt\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/arendt\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/arendt\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5210"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/arendt\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5210\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5219,"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/arendt\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5210\/revisions\/5219"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/arendt\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5214"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/arendt\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5210"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/arendt\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5210"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/arendt\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5210"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}