{"id":3610,"date":"2020-06-15T12:17:20","date_gmt":"2020-06-15T10:17:20","guid":{"rendered":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/?page_id=3610"},"modified":"2020-06-29T10:24:32","modified_gmt":"2020-06-29T08:24:32","slug":"progetto-di-vita","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/glossario\/progetto-di-vita\/","title":{"rendered":"Progetto di Vita"},"content":{"rendered":"<div class='clear'><\/div><div id='sub_menu1'  class='av-submenu-container main_color  avia-builder-el-0  el_before_av_one_fifth  avia-builder-el-first  av-sticky-submenu  container_wrap fullsize' style='  z-index:301' ><div class='container av-menu-mobile-disabled '><ul id='av-custom-submenu-1' class='av-subnav-menu av-submenu-pos-right'>\n<li class='menu-item menu-item-top-level  menu-item-top-level-1'><a href='https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/glossario\/' ><span class='avia-bullet'><\/span><span class='avia-menu-text'>GLOSSARIO<\/span><\/a><\/li>\n<\/ul><\/div><\/div><div class='sticky_placeholder'><\/div><div id='after_submenu'  class='main_color av_default_container_wrap container_wrap fullsize' style=' '  ><div class='container' ><div class='template-page content  av-content-full alpha units'><div class='post-entry post-entry-type-page post-entry-3610'><div class='entry-content-wrapper clearfix'>\n<div class=\"flex_column av_one_fifth  no_margin flex_column_div av-zero-column-padding first  avia-builder-el-1  el_after_av_submenu  el_before_av_three_fifth  avia-builder-el-first  \" style='border-radius:0px; '><\/div>\n<div class=\"flex_column av_three_fifth  no_margin flex_column_div   avia-builder-el-2  el_after_av_one_fifth  el_before_av_one_fifth  glossa-dettaglio \" style='background: #ffffff; padding:30px; background-color:#ffffff; border-radius:0px; '><section class=\"av_textblock_section \"  itemscope=\"itemscope\" itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\" ><div class='avia_textblock  av_inherit_color '   itemprop=\"text\" ><p><strong>Progetto di Vita<br \/>\n<\/strong>Marinella Muscar\u00e0 e Giuseppe Burgio<em><br \/>\n<\/em>Universit\u00e0 \u201cKore\u201d di Enna<\/p>\n<p>\u201cProgetto di Vita\u201d (PdV) \u00e8 termine che nasce originariamente in relazione all&#8217;ambito dell&#8217;handicap, costituendo un\u2019evoluzione del Piano Educativo Individualizzato (PEI). Infatti, nel decreto del Presidente della Repubblica del 24 febbraio 1994 (pubblicato la prima volta nella G.U il 6 aprile 1994) vengono descritti gli interventi integrati ed equilibrati tra di loro, predisposti per l\u2019alunno\/a in situazione di handicap, in un determinato periodo di tempo, ai fini della realizzazione del diritto all\u2019educazione e all\u2019istruzione. In altre parole, il PEI \u00e8 una risposta operativa alla didattica personalizzata, pensata e strutturata per il minore, per individuarne le specifiche peculiarit\u00e0. Esso rappresenta la declinazione esecutiva di una visione complessa del soggetto per attuare quei processi didattici inclusivi che tengano in considerazione il singolo come persona e il singolo nel gruppo.<br \/>\nIl PEI \u00e8 oggi utilizzato a scuola per gli studenti con disabilit\u00e0 nonch\u00e9, nelle comunit\u00e0 educative, per i <a href=\"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/glossario\/minori-stranieri-non-accompagnati\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>minori stranieri non accompagnati (MSNA)<\/strong><\/a>, sulla base del riconoscimento del fatto che tanto i primi quanto i secondi evidenziano, per motivi diversi, bisogni educativi speciali che, anche nel caso dei MSNA, sarebbero meglio soddisfatti attraverso il passaggio al PdV.<br \/>\nNel PdV, infatti, vengono contemplati i desideri e i bisogni dei soggetti al fine di aiutarli a raggiungere i propri obiettivi, a partire da una matrice teorica innovativa, eco-sistemica, interattiva, multidimensionale e un approccio bio-psico-sociale, incentrato su un lavoro di rete che sia verificabile nel tempo, oltre che orientato agli esiti e all\u2019efficacia degli interventi (dei quali \u00e8 indicatore un miglioramento effettivo della qualit\u00e0 della vita).<br \/>\nSe il PEI descrive potenzialit\u00e0 e limiti del soggetto per il quale si progetta un intervento educativo, il PdV sposta invece l\u2019attenzione dal <em>come<\/em> dell&#8217;intervento di cura educativa al <em>chi<\/em> del soggetto, approfondendo le sue capacit\u00e0 di progettazione autonoma e comprendendo nel suo sguardo l\u2019intero campo educativo (formale, non formale, informale), non limitandosi quindi al solo intervento educativo progettato. Il PdV ha infatti il vantaggio di disegnare l\u2019educando come soggetto attivo \u2013 in ultima analisi, l\u2019unico responsabile \u2013 della progettazione della propria vita, della propria adultit\u00e0 futura, e accomuna chi vive uno svantaggio socioculturale (come il MSNA) a tutti gli altri coetanei che, comunque, si trovano nella condizione faticosa di dover pensare la propria esistenza in prospettiva futura. Tale condizione implica (per tutti\/e) la fatica dell\u2019immaginare, del desiderare, del volere e \u2013 contemporaneamente \u2013 del fare un bilancio delle proprie competenze, del preparare le proprie azioni, del prevedere le varie fasi, del gestire i tempi. Il PdV costituisce allora uno strumento utile alla co-costruzione \u2013 nel dialogo con le varie figure professionali che interagiscono con i minori (educatori, insegnanti, assistenti sociali, psicologi) \u2013 di una progettualit\u00e0 realistica a partire dalla narrazione.<br \/>\nLa narrazione permette infatti di esplicitare il proprio progetto di vita, consapevole o inconsapevole che sia, ragionato o nato da impulsivit\u00e0 non ancora passata al vaglio della consapevolezza, in una prospettiva di \u2018trasformazione\u2019 possibile, in un&#8217;ottica cio\u00e8 \u2013 gi\u00e0 in s\u00e9 \u2013 esplicitamente pedagogica. Raccontarsi \u2013 a s\u00e9 stessi e agli altri \u2013 costruisce il proprio s\u00e9 come inveramento, proiezione, maturazione, modellizzazione identitaria che nasce dal travaglio dell\u2019esistere e del darsi ordine e senso, nel darsi forma, cio\u00e8 del \u2018formarsi\u2019. In questo modo, non solo il PdV viene costruito a partire dalla partecipazione del minore interessato in prima persona, ma non pu\u00f2 non \u2018emergere\u2019 dal percorso magmatico di co-costruzione di s\u00e9 che ha luogo in campo intrapsichico e relazionale, e che si disvela attraverso la narrazione. Solo in questo modo \u00e8 possibile arrivare a un PdV che sia, contemporaneamente, esito di un processo (auto)educativo, di una formazione a osservarsi, a saper progettare, a saper implementare i passi necessari al raggiungimento dei propri obiettivi. Mezzo e, contemporaneamente, fine del percorso progettuale \u00e8 infatti costituito dall&#8217;<em>empowerment<\/em>: l\u2019insieme di conoscenze, abilit\u00e0 relazionali e competenze che permettono di porsi obiettivi e di elaborare strategie per conseguirli utilizzando le risorse esistenti.<\/p>\n<p>A partire dal PdV, RE-SERVES si propone di sviluppare nei MSNA proficue competenze socio-relazionali in funzione del processo di <a href=\"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/glossario\/acculturazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>acculturazione<\/strong><\/a> e di <a href=\"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/glossario\/inclusione-esclusione-sociale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>inclusione sociale<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p><strong>Riferimenti bibliografici minimi<\/strong><\/p>\n<p>Burgio, G., (2003). Empowerment e scuola. In AA.VV., Lessico oggi. Orientarsi nel mondo che cambia (pp. 83-89). Rubbettino.<\/p>\n<p>Cambi, F., (2002). L\u2019autobiografia come metodo formativo, Laterza.<\/p>\n<p>Demetrio, D., (2003). Ricordare a scuola. Fare memoria e didattica autobiografica. Laterza.<\/p>\n<p>De Angelis, B., (2017). Metodo narrativo e pratiche inclusive. In L&#8217;integrazione Scolastica E Sociale, 16(1), pp. 72-79.<\/p>\n<p>Palmieri, C.<em>, <\/em>(2006). Dal PEI al Progetto di Vita: la prospettiva della cura educativa. In Handicap &amp; Scuola<em>, <\/em>126, pp. 9-12.<\/p>\n<\/div><\/section><\/div><div class=\"flex_column av_one_fifth  no_margin flex_column_div   avia-builder-el-4  el_after_av_three_fifth  avia-builder-el-last  \" style='background: #ffffff; padding:30px; background-color:#ffffff; border-radius:0px; '><section class=\"av_textblock_section \"  itemscope=\"itemscope\" itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\" ><div class='avia_textblock  '   itemprop=\"text\" ><p><strong>Per citare questo testo:<\/strong><\/p>\n<p>Muscar\u00e0, M., &amp; Burgio, G. (2020). Progetto di vita. In M. Milana &amp; P. Perillo (Cur.) Progetto RE-SERVES: Glossario. <a href=\"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/\"><u>https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/<\/u><\/a><\/p>\n<\/div><\/section><\/div><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":622,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3610"}],"collection":[{"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3610"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3610\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3812,"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3610\/revisions\/3812"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/622"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3610"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}