{"id":4187,"date":"2020-10-30T09:45:19","date_gmt":"2020-10-30T08:45:19","guid":{"rendered":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/?page_id=4187"},"modified":"2020-11-13T15:55:01","modified_gmt":"2020-11-13T14:55:01","slug":"amicizia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/costrutti-chiave\/amicizia\/","title":{"rendered":"Amicizia"},"content":{"rendered":"<div class='clear'><\/div><div id='sub_menu1'  class='av-submenu-container main_color  avia-builder-el-0  el_before_av_one_fifth  avia-builder-el-first  av-sticky-submenu  container_wrap fullsize' style='  z-index:301' ><div class='container av-menu-mobile-disabled '><ul id='av-custom-submenu-1' class='av-subnav-menu av-submenu-pos-right'>\n<li class='menu-item menu-item-top-level  menu-item-top-level-1'><a href='https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/costrutti-chiave\/' ><span class='avia-bullet'><\/span><span class='avia-menu-text'>COSTRUTTI CHIAVE<\/span><\/a><\/li>\n<\/ul><\/div><\/div><div class='sticky_placeholder'><\/div><div id='after_submenu'  class='main_color av_default_container_wrap container_wrap fullsize' style=' '  ><div class='container' ><div class='template-page content  av-content-full alpha units'><div class='post-entry post-entry-type-page post-entry-4187'><div class='entry-content-wrapper clearfix'>\n<div class=\"flex_column av_one_fifth  no_margin flex_column_div first  avia-builder-el-1  el_after_av_submenu  el_before_av_three_fifth  avia-builder-el-first  glossa-dettaglio \" style='padding:30px; border-radius:0px; '><\/div>\n<div class=\"flex_column av_three_fifth  no_margin flex_column_div   avia-builder-el-2  el_after_av_one_fifth  el_before_av_one_fifth  glossa-dettaglio \" style='background: #ffffff; padding:30px; background-color:#ffffff; border-radius:0px; '><p><section class=\"av_textblock_section \"  itemscope=\"itemscope\" itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\" ><div class='avia_textblock  '   itemprop=\"text\" ><p><strong>Amicizia<\/strong><br \/>\nFederico Leoni, Universit\u00e0 di Verona<\/p>\n<\/div><\/section><br \/>\n<div  class=\"togglecontainer  av-minimal-toggle  hasCurrentStyle avia-builder-el-4  el_after_av_textblock  avia-builder-el-last \" data-currentstyle='color:#000000; border-color:#000000; background-color:#ffffff; '>\n<section class=\"av_toggle_section\"  itemscope=\"itemscope\" itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"  >    <div role=\"tablist\" class=\"single_toggle\" data-tags=\"{Tutto} {etimologia} \"  >        <p data-fake-id=\"#toggle-id-1\" class=\"toggler  hasCustomColor av-inherit-font-color  av-inherit-border-color \"  itemprop=\"headline\"  style='background-color: #ffffff; color: #000000; border-color: #000000; ' data-hoverstyle='background-color: #ffffff; color: #999999; ' role=\"tab\" tabindex=\"0\" aria-controls=\"toggle-id-1-container\">1. ETIMOLOGIA<span class=\"toggle_icon\" style='border-color:#000000;'>        <span class=\"vert_icon\"><\/span><span class=\"hor_icon\"><\/span><\/span><\/p>        <div id=\"toggle-id-1-container\" class=\"toggle_wrap \"  >            <div class=\"toggle_content invers-color  av-inherit-font-color  av-inherit-border-color \"  itemprop=\"text\"  style='background-color: #ffffff; color: #000000; border-color: #000000; ' ><p><em>\u00a0<\/em><em>Amicus<\/em> proviene, etimologicamente, da \u201c<em>amo, amare<\/em>\u201d. Amico \u00e8 quindi in latino chi ci ama o chi amiamo, chi prediligiamo o chi ci predilige. Si tratta di un affetto che non \u00e8 senza rapporto con l\u2019amore e forse anche con le promesse e le difficolt\u00e0 dell\u2019amore. Interessante poi che il corrispettivo greco, <em>philia<\/em>, sia invece nettamente distinto dal corrispettivo greco di <em>amor<\/em>, forse anche perch\u00e9 un esatto corrispettivo greco di <em>amor<\/em> non c\u2019\u00e8. Troviamo semmai <em>eros<\/em>, che \u00e8 una cosa diversa, \u00e8 una brama, un desiderio anche sessuale, come attesta il nostro termine \u201cerotismo\u201d. <em>Philia<\/em> indica una pi\u00f9 ampia relazione di affinit\u00e0, cos\u00ec ampia che in greco pu\u00f2 caratterizzare anche un legame tra elementi naturali o addirittura cosmologici. Oppure \u00e8 un affetto umano, ma un affetto che, se pu\u00f2 nascere tra due fidanzati o due sposi, non implica necessariamente la dimensione del desiderio, come del resto non la implica il fidanzamento o il matrimonio, che secondo la mentalit\u00e0 greca sono piuttosto delle forme di alleanza. In breve \u00e8 interessante mappare questo insieme di sovrapposizioni e di differenziazioni tra l\u2019affinit\u00e0 amicale e l\u2019erotismo perch\u00e9 questa sorta di oscillazione si ritrova poi nell\u2019intera storia del concetto ed \u00e8 in qualche modo alla base sia delle promesse sia delle aporie del concetto di cui stiamo parlando.<\/p>\n            <\/div>        <\/div>    <\/div><\/section>\n<section class=\"av_toggle_section\"  itemscope=\"itemscope\" itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"  >    <div role=\"tablist\" class=\"single_toggle\" data-tags=\"{Tutto} \"  >        <p data-fake-id=\"#toggle-id-2\" class=\"toggler  hasCustomColor av-inherit-font-color  av-inherit-border-color \"  itemprop=\"headline\"  style='background-color: #ffffff; color: #000000; border-color: #000000; ' data-hoverstyle='background-color: #ffffff; color: #999999; ' role=\"tab\" tabindex=\"0\" aria-controls=\"toggle-id-2-container\">2. LA STORIA E LE PROMESSE DEL CONCETTO<span class=\"toggle_icon\" style='border-color:#000000;'>        <span class=\"vert_icon\"><\/span><span class=\"hor_icon\"><\/span><\/span><\/p>        <div id=\"toggle-id-2-container\" class=\"toggle_wrap \"  >            <div class=\"toggle_content invers-color  av-inherit-font-color  av-inherit-border-color \"  itemprop=\"text\"  style='background-color: #ffffff; color: #000000; border-color: #000000; ' ><p>Non \u00e8 facile tracciare anche per cenni una storia dell\u2019amicizia come concetto filosofico, perch\u00e9 il concetto di amicizia attraversa tutta la storia della filosofia e sembra quasi andare di pari passo col progetto della filosofia stessa. Quando nasce, in Platone, la filosofia \u00e8 il progetto di un sapere nuovo, ma anche di un modo nuovo di coltivare il sapere. La filosofia \u00e8 quel sapere che non \u00e8 gi\u00e0 dato, ma che va ricercato. Non riposa nel passato della tradizione, ma ci attende nel futuro della scoperta. E quella ricerca, quella scoperta va coltivata in comune, non cala dall\u2019alto ma nasce faticosamente dal basso, dalla discussione, dal confronto, dalla lotta. Questo agonismo, cos\u00ec tipicamente greco, \u00e8 del resto un\u2019altra componente dell\u2019amicizia, che da subito si affaccia nel campo della filosofia e mostra qualcosa che caratterizza ogni amicizia, filosofica o meno.<\/p>\n<p>Si sa del resto che la filosofia \u00e8 molto pi\u00f9 che un sapere, un\u2019aspirazione a sapere. Filosofia significa letteralmente amicizia per il sapere, amore per il sapere. Si tratta di un\u2019aspirazione a liberarsi di un sapere vecchio e ingannevole, per costruirne uno nuovo e condiviso.<\/p>\n<p>Che la filosofia sia questione di amicizia si riscontra anche in Platone (2007), ad esempio nel suo dialogo <em>La Repubblica<\/em> che vede la nascita della filosofia come instaurazione di un sapere finalmente affidabile, e del governo della citt\u00e0 secondo una rinnovata idea di giustizia, liquidando cos\u00ec quel legame di sangue che, viceversa, era centrale nella societ\u00e0 greca arcaica. \u00c8 una tesi forte del platonismo. Si pensi alle pagine celebri e sconcertanti con cui Platone, sempre nella <em>Repubblica<\/em>, insiste sull\u2019opportunit\u00e0 di togliere i figli ancora piccoli ai loro genitori in modo da crescerli in comune. \u00c8 un invito a sublimare il legame di sangue, ad allentare i vincoli familiari, a disinnescare le rivalit\u00e0 tribali, a mettere da parte lo scontro tra appartenenze ancestrali. Il nuovo legame si gioca tra pari, \u00e8 improntato a giustizia, introduce nella dismisura delle passioni e delle generazioni la misura della reciprocit\u00e0 e l\u2019economia della continua ridistribuzione dei beni, degli onori, dei poteri, etc.<\/p>\n<p>Qualcosa di simile troviamo anche in Aristotele (1996), ma con accenti diversi che vale la pena ripercorrere brevemente. Anche la mossa aristotelica consiste nel distinguere il pi\u00f9 possibile l\u2019amicizia dall\u2019amore, la <em>philia<\/em> dall\u2019<em>eros<\/em>. Nella lingua aristotelica tutto questo si dice in altri termini, ma la differenza terminologica non deve sviare. Il fondo della questione \u00e8 il medesimo. L\u2019amicizia \u00e8, per Aristotele, una disposizione che si coltiva e si perfeziona nel tempo, un gesto di libera elezione capace di durare e di consolidarsi, diventando affinit\u00e0 e alleanza sempre pi\u00f9 stabile e profonda. L\u2019<em>eros<\/em> \u00e8 invece passione, cosa che per un greco significa turbamento, forza che investe il soggetto e che il soggetto fatica a governare, dedizione a un oggetto rispetto al quale ci si ritrova a dipendere. Passione \u00e8 per definizione un affetto instabile e tendenzialmente distruttivo, perch\u00e9 espone il soggetto ai rovesci di una vicenda incerta. \u00c8 l\u2019oggetto ad avere in mano la chiave di una storia di passioni, mentre l\u2019etica aristotelica \u00e8 un\u2019etica delle passioni temperate, un\u2019etica che consiste nel rendersi padroni di s\u00e9 e dei propri impulsi. E l\u2019amicizia \u00e8 appunto un amore temperato, un amore reso stabile da una vera e propria arte, da un quotidiano esercizio di vita comune.<\/p>\n<p>Alle soglie della modernit\u00e0, Michel de Montaigne ([1580]1992) segue sostanzialmente questa distinzione platonico-aristotelica che definisce l\u2019amicizia per opposizione all\u2019amore\/desiderio, e che per farlo convoca un sistema di opposizioni nettamente articolato, o per meglio dire ispirato alla speranza che una netta articolazione sia possibile. E dunque: azione\/passione, libert\u00e0\/schiavit\u00f9, durata\/discontinuit\u00e0, mondo privato\/sfera pubblica, sangue\/giustizia, appartenenza tribale\/condivisione propriamente politica, educabilit\u00e0 dell\u2019azione\/ineducabilit\u00e0 della passione, centralit\u00e0 del soggetto\/dipendenza da un oggetto. Ma Montaigne \u00e8 ormai alle soglie della modernit\u00e0, anzi \u00e8 uno dei padri della modernit\u00e0. Per un verso guarda appunto agli antichi, per altro verso si affaccia su una nuova epoca e sui dubbi che la inquietano. La modernit\u00e0 nasce come un\u2019epoca dubbiosa, \u00e8 attraversata da una vena scettica, ha il suo emblema nel domandare molto pi\u00f9 che nel rispondere, nel destabilizzare molto pi\u00f9 che nel consolidare. E cos\u00ec Montaigne scrive in un passo famoso, riprendendo un motto antico e di incerta decifrazione, e facendo di quell\u2019incertezza il perno della sua nuova visione: \u201cO amici, non ci sono amici\u201d. L\u2019amicizia, insomma, non \u00e8 pi\u00f9 un progetto, ma una scommessa. Montaigne si rivolge agli amici per farne i testimoni privilegiati del proprio sospetto. Forse non ci sono amici. Chiama in causa gli amici per interrogare l\u2019inaffidabilit\u00e0 dell\u2019amicizia, o forse chiama in causa l\u2019inaffidabilit\u00e0 dell\u2019amicizia per farne lo spazio di una sperimentazione comune. Amico sar\u00e0 chi accetta la scommessa di questo esperimento sull\u2019amicizia stessa. Amicizia sar\u00e0 lavorare sui margini dell\u2019amicizia, amicizia sar\u00e0 interrogarsi sulla fragilit\u00e0 dell\u2019amicizia, e forse della propria capacit\u00e0 di amicizia, della propria prossimit\u00e0 agli amici.<\/p>\n            <\/div>        <\/div>    <\/div><\/section>\n<section class=\"av_toggle_section\"  itemscope=\"itemscope\" itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"  >    <div role=\"tablist\" class=\"single_toggle\" data-tags=\"{Tutto} \"  >        <p data-fake-id=\"#toggle-id-3\" class=\"toggler  hasCustomColor av-inherit-font-color  av-inherit-border-color \"  itemprop=\"headline\"  style='background-color: #ffffff; color: #000000; border-color: #000000; ' data-hoverstyle='background-color: #ffffff; color: #999999; ' role=\"tab\" tabindex=\"0\" aria-controls=\"toggle-id-3-container\">3. LE AMBIGUIT\u00c0 DEL CONCETTO<span class=\"toggle_icon\" style='border-color:#000000;'>        <span class=\"vert_icon\"><\/span><span class=\"hor_icon\"><\/span><\/span><\/p>        <div id=\"toggle-id-3-container\" class=\"toggle_wrap \"  >            <div class=\"toggle_content invers-color  av-inherit-font-color  av-inherit-border-color \"  itemprop=\"text\"  style='background-color: #ffffff; color: #000000; border-color: #000000; ' ><p>Si potrebbe dire che il quadro antico, platonico-aristotelico, \u00e8 rilevante, per noi, oggi, soprattutto perch\u00e9 la modernit\u00e0 e la contemporaneit\u00e0 non smetteranno pi\u00f9 di metterlo in dubbio. E si potrebbe aggiungere che il quadro moderno, con la figura di Montaigne che campeggia sulla soglia dell\u2019et\u00e0 nuova, \u00e8 rilevante per noi, oggi, perch\u00e9 il destino successivo dell\u2019idea di amicizia fa tutt\u2019uno con una sua sempre pi\u00f9 radicale interrogazione.<\/p>\n<p>La contemporaneit\u00e0 mette in dubbio anzitutto la possibilit\u00e0 di sbrogliare <em>eros<\/em> e <em>philia<\/em>. Si ricorder\u00e0 che tutta la strategia di Platone e di Aristotele dipendeva dall\u2019idea che questi due versanti potessero essere districati. A cascata, la contemporaneit\u00e0 ricava da questo primo dubbio locale un secondo dubbio pi\u00f9 generale, un dubbio che investe l\u2019intera strategia concettuale platonico-aristotelica-umanistica. Se <em>eros<\/em> non \u00e8 davvero separabile una volta per tutte da <em>philia<\/em>, se <em>eros<\/em> attraversa sempre in qualche misura <em>philia<\/em>, allora la dimensione contrastante e ingovernabile del desiderio \u00e8 destinata a corrodere dall\u2019interno ogni dispositivo di formalizzazione del rapporto intersoggettivo e ogni soluzione politica del conflitto tra interessi contrastanti. La politica della giustizia \u00e8 insomma sempre minata da una minaccia ineliminabile. Nel campo della politica \u00e8 destinato a tornare sempre e comunque qualcosa che sembrava essere stato domato una volta per tutte o persino evacuato: l\u2019ordine delle passioni, la spinta della sessualit\u00e0, il fantasma dell\u2019appartenenza, la forza del legame tribale, la violenza identitaria innescata dalle insegne del padre, dell\u2019antenato totemico, del passato pi\u00f9 o meno mitico e dunque pi\u00f9 o meno ingovernabile da parte delle esili forze soggettive.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che tutti questi dubbi intorno alla possibilit\u00e0 dell\u2019amicizia, e per dire le cose in senso pi\u00f9 ampio, intorno alla possibilit\u00e0 di una politica dell\u2019amicizia, esplodano in un tempo che segna il culmine della speranza umanistica nella possibilit\u00e0 di costruire la citt\u00e0 giusta, cio\u00e8 la societ\u00e0 che ha regolato una volta per tutte gli eccessi di <em>eros<\/em> tramutandolo tutto in <em>philia<\/em>, ovvero che ha calcolato una volta per tutte quell\u2019elemento incalcolabile che \u00e8 il desiderio, per riversarlo in un sistema di scambi perfettamente calcolabili ed esattamente equivalenti. Quel tempo che segna il culmine di questa speranza \u00e8 il tempo del liberalismo classico, il tempo dell\u2019ascesa del commercio e dell\u2019industria, e poi dell\u2019industrialismo dispiegato e della globalizzazione incipiente. Si pu\u00f2 sognare che tutto abbia un prezzo, e che quindi tutto possa essere oggetto di uno scambio regolato, magari oneroso ma non incalcolabile. E invece, \u00e8 come se un resto continuasse a corrodere questo sogno dall\u2019interno. I conti non quadrano mai, che \u00e8 quanto dire che i soggetti non arrivano mai a quel momento mitico in cui il debito e il credito dovrebbero giungere al pareggio. Resta sempre qualcosa di incalcolabile, qualcosa manca sempre all\u2019appello o eccede sempre la misura. Tutto ha un prezzo, il denaro \u00e8 il garante di quella universale regolazione dei valori, salvo che una specie di sorda insoddisfazione ronza nel silenzio di questo meccanismo perfettamente oliato. C\u2019\u00e8 dell\u2019altro, e quell\u2019altro \u00e8 senza prezzo, non rientra nello scambio economico, riafferma continuamente la presenza insistente di un elemento impolitico e antieconomico.<\/p>\n<p>\u00c8 il momento in cui, nell\u2019Europa liberale di inizio Novecento, esplode prima la Grande Guerra, poi la stagione del fascismo e della dittatura. La lettura che Georges Bataille ([1933] 2010) avanza in presa diretta, con sensibilit\u00e0 da rabdomante, del fenomeno del fascismo italiano e tedesco \u00e8 tutta incentrata su questo punto. Qualcosa di eccedente, eterogeneo, incalcolabile, inquieta una societ\u00e0 che aveva sperato di risolvere quel qualcosa di eterogeneo nell\u2019ordine dell\u2019omogeneo. <em>Eros<\/em> torna a scuotere l\u2019ordine nitido e neoclassico della <em>philia<\/em> liberal-democratica. Torna come un elemento mortifero, destabilizzante, irriconoscibile dentro lo schema dei rapporti della societ\u00e0 liberale. Guarda caso proprio la questione dell\u2019amicizia torna al centro del dibattito e, come un parafulmine, si carica di tutte le tensioni che aleggiano nel quadro che abbiamo tratteggiato. Si immagina che una nuova idea di amicizia o una nuova pratica dell\u2019amicizia possa e debba supplire alla grande crisi. Da ogni parte si interroga l\u2019amicizia immaginandola come la pietra filosofale in grado di rinfocolare un legame sociale ormai stanco, pallido, intristitosi in un utilitarismo dal fiato cortissimo.<\/p>\n<p>\u00c8 interessante una specie di simmetria che si produce in questa storia di idee e che potremmo tratteggiare brevemente. Per qualcuno (si veda per es. Gentile, [1916] 2003) si tratta, per dire la cosa nei nostri termini, di andare a fondo delle promesse dell\u2019amicizia in una direzione che potremmo chiamare comunitarista, di cui il fascismo sar\u00e0 una variante radicale ma non isolata. La societ\u00e0 deve diventare una comunit\u00e0. Lo Stato liberale deve diventare uno Stato etico. Il legame economico deve risolversi in un\u2019appartenenza destinale. La tolleranza liberale deve lasciare spazio a una nuova politica identitaria e a una rinnovata, e a quel punto necessaria, lotta per l\u2019affermazione di quell\u2019identit\u00e0 contro le altre identit\u00e0. Se si prolunga appena questa traiettoria, si ricava senza soluzione di continuit\u00e0 la soluzione propriamente fascista. Per altri, si tratta di ripercorrere l\u2019amicizia in direzione esattamente opposta, direzione che potremmo chiamare anticomunitarista, di cui certi filoni dell\u2019ultraliberismo contemporaneo rappresentano la variante pi\u00f9 affermata (si veda per es. Rawls, 1971).<\/p>\n<p>In altri termini, i primi vogliono di fatto ripristinare quella <em>philia<\/em> vicina all\u2019<em>eros<\/em> che Platone aveva espunto dal politico separandola una volta per tutte dall\u2019<em>eros<\/em> stesso. Si tratterebbe cio\u00e8, per loro, di realizzare una comunit\u00e0 in cui l\u2019appartenenza si trova a essere, di fatto, risessualizzata e ritribalizzata. \u00c8 una tentazione ricorrente, e innesca in maniera ricorrente la sua alternativa. \u00c8 una tentazione ricorrente perch\u00e9 affonda le radici in un problema effettivo, sebbene voglia risolvere quel problema attraverso un rimedio che ha tutti i tratti della catastrofe. I secondi, invece, vogliono spingere ancora pi\u00f9 a fondo la desessualizzazione e la detribalizzazione del legame. Vogliono incanalare ancor pi\u00f9 radicalmente la <em>philia<\/em> verso la sua risoluzione integralmente economica. Vogliono risolvere il legame intersoggettivo in una frammentazione che porta il principio utilitarista all\u2019estremo. Anche questa \u00e8 una tentazione ricorrente, o forse, al momento, una realt\u00e0 sempre pi\u00f9 ampiamente realizzata. Realt\u00e0 che proprio per questo innesca a sua volta in maniera ricorrente la tentazione comunitarista quando non apertamente fascista. O, come oggi si preferisce dire, sovranista.<\/p>\n<p>Un testo come quello di Jacques Derrida ([1994] 1996), <em>Politiche dell\u2019amicizia<\/em>, si inscrive, cinquant\u2019anni pi\u00f9 tardi rispetto alla diagnosi batailleana, e in un\u2019interessante contemporaneit\u00e0 col lavoro di John Rawls, esattamente in questo dibattito e in questo labirinto di difficolt\u00e0 e forse di aporie. In un certo senso, il libro di Derrida \u00e8 una gigantesca nota a pi\u00e8 di pagina del detto gi\u00e0 ricordato: \u201cOh amici, non ci sono amici\u201d. Motto che infatti attraversa tutti i passaggi fondamentali del testo come una linea di basso continuo. La strana e paradossale oscillazione del motto in questione \u00e8 un buon emblema di tutto il pensiero contemporaneo intorno all\u2019amicizia. La complessit\u00e0 del libro di Derrida, l\u2019ambivalenza deliberata del progetto di una decostruzione del concetto di amicizia e del suo valore immediatamente politico, eredita infatti tutta la complessit\u00e0 della crisi della democrazia liberale, di cui il fenomeno storico del fascismo non era stato che un capitolo momentaneo. Oggi possiamo rileggere quel capitolo all\u2019interno di questa vicenda complessiva, e possiamo vedere le linee di frattura innescate da quella vicenda approfondirsi nel corso del dopoguerra e arrivare alle soglie del nostro tempo.<\/p>\n<p>Anche per questo, la scelta deliberata di Derrida \u00e8 quella di sostare sulle <em>impasses<\/em> del concetto di amicizia, di esplorarne le aporie, di costruire una specie di crinale sottile ma in qualche modo praticabile tra i due rischi simmetrici di cui l\u2019amicizia si nutre, da un lato la deriva fascista di un\u2019amicizia improntata all\u2019eros e alla morte, dall\u2019altro la deriva liberista di un\u2019amicizia ridotta a puro formalismo svuotato di corpo e soggettivit\u00e0. Per Derrida quest\u2019amicizia che si mantiene in bilico sul crinale, senza cadere n\u00e9 di qua n\u00e9 di l\u00e0, dovrebbe essere il miracolo specifico della democrazia, il prodotto peculiare dei suoi dispositivi giuridici ed economici, l\u2019oggetto privilegiato della filosofia che il nostro tempo deve coltivare, la bussola di ogni etica contemporanea, la direzione in cui ogni pedagogia dovrebbe procedere. Amicizia sarebbe in altri termini un concetto limite, come peraltro era chiaro da sempre. Salvo che il limite non va \u201cdeciso\u201d n\u00e9 in un senso n\u00e9 nell\u2019altro, poich\u00e9 ogni decisione innesca il rimbalzo verso la decisione opposta e verso l\u2019opposta catastrofe. Stare in bilico sul crinale appena descritto diventa insomma, per Derrida, non un\u2019aporia ma un metodo, non un\u2019assenza di vie percorribili ma l\u2019unica strada che possiamo percorrere.<\/p>\n            <\/div>        <\/div>    <\/div><\/section>\n<section class=\"av_toggle_section\"  itemscope=\"itemscope\" itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"  >    <div role=\"tablist\" class=\"single_toggle\" data-tags=\"{Tutto} \"  >        <p data-fake-id=\"#toggle-id-4\" class=\"toggler  hasCustomColor av-inherit-font-color  av-inherit-border-color \"  itemprop=\"headline\"  style='background-color: #ffffff; color: #000000; border-color: #000000; ' data-hoverstyle='background-color: #ffffff; color: #999999; ' role=\"tab\" tabindex=\"0\" aria-controls=\"toggle-id-4-container\">Bibliografia minima<span class=\"toggle_icon\" style='border-color:#000000;'>        <span class=\"vert_icon\"><\/span><span class=\"hor_icon\"><\/span><\/span><\/p>        <div id=\"toggle-id-4-container\" class=\"toggle_wrap \"  >            <div class=\"toggle_content invers-color  av-inherit-font-color  av-inherit-border-color \"  itemprop=\"text\"  style='background-color: #ffffff; color: #000000; border-color: #000000; ' ><p>Aristotele. (1996). Etica nicomachea. Rizzoli.<\/p>\n<p>Bataille, G. (2010). La struttura psicologica del fascismo. Scritti sul fascismo 1933-1934. Mimesis. (Originariamente pubblicato nel 1933).<\/p>\n<p>Derrida, J. (1996). Politiche dell\u2019amicizia. Cortina. (Originariamente pubblicato nel 1994).<\/p>\n<p>Gentile, G. (2003). I fondamenti della filosofia del diritto. Le Lettere. (Originariamente pubblicato nel 1916).<\/p>\n<p>Montaigne, M. de, Saggi (1992). Adelphi. (Originariamente pubblicato nel 1580)<\/p>\n<p>Platone (2007). Repubblica. Napoli.<\/p>\n<p>Rawls, J. (1971). Una teoria della giustizia. Feltrinelli<\/p>\n            <\/div>        <\/div>    <\/div><\/section>\n<section class=\"av_toggle_section\"  itemscope=\"itemscope\" itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"  >    <div role=\"tablist\" class=\"single_toggle\" data-tags=\"{Tutto} \"  >        <p data-fake-id=\"#toggle-id-5\" class=\"toggler  hasCustomColor av-inherit-font-color  av-inherit-border-color \"  itemprop=\"headline\"  style='background-color: #ffffff; color: #000000; border-color: #000000; ' data-hoverstyle='background-color: #ffffff; color: #999999; ' role=\"tab\" tabindex=\"0\" aria-controls=\"toggle-id-5-container\">Letture consigliate<span class=\"toggle_icon\" style='border-color:#000000;'>        <span class=\"vert_icon\"><\/span><span class=\"hor_icon\"><\/span><\/span><\/p>        <div id=\"toggle-id-5-container\" class=\"toggle_wrap \"  >            <div class=\"toggle_content invers-color  av-inherit-font-color  av-inherit-border-color \"  itemprop=\"text\"  style='background-color: #ffffff; color: #000000; border-color: #000000; ' ><p>Baldini M. (a cura di) (1999). Educare all\u2019amicizia. La Scuola.<\/p>\n<p>Galli N. (2004). L\u2019amicizia, dono per tutte le et\u00e0. Vita e Pensiero.<\/p>\n<p>Mariani A. (2000). L\u2019amicizia come sentiero della formazione. Studi sulla Formazione, (1).<\/p>\n            <\/div>        <\/div>    <\/div><\/section>\n<\/div><\/p><\/div>\n<div class=\"flex_column av_one_fifth  no_margin flex_column_div   avia-builder-el-5  el_after_av_three_fifth  avia-builder-el-last  glossa-dettaglio \" style='background: #ffffff; padding:30px; background-color:#ffffff; border-radius:0px; '><section class=\"av_textblock_section \"  itemscope=\"itemscope\" itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\" ><div class='avia_textblock  '   itemprop=\"text\" ><p><strong>Per citare questo testo<\/strong>:<\/p>\n<p>Leoni, F.,\u00a0 (2020, 13 novmbre). Amicizia. In M. Milana &amp; P. Perillo (Cur.) Progetto RE-SERVES: Costrutti chiave. <a href=\"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/\"><u>https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/<\/u><\/a><\/p>\n<\/div><\/section><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":3550,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4187"}],"collection":[{"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4187"}],"version-history":[{"count":35,"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4187\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4630,"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4187\/revisions\/4630"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3550"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4187"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}