{"id":4537,"date":"2020-10-30T10:46:25","date_gmt":"2020-10-30T09:46:25","guid":{"rendered":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/?page_id=4537"},"modified":"2020-11-13T15:57:12","modified_gmt":"2020-11-13T14:57:12","slug":"solidarieta","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/costrutti-chiave\/solidarieta\/","title":{"rendered":"Solidariet\u00e0"},"content":{"rendered":"<div class='clear'><\/div><div id='sub_menu1'  class='av-submenu-container main_color  avia-builder-el-0  el_before_av_one_fifth  avia-builder-el-first  av-sticky-submenu  container_wrap fullsize' style='  z-index:301' ><div class='container av-menu-mobile-disabled '><ul id='av-custom-submenu-1' class='av-subnav-menu av-submenu-pos-right'>\n<li class='menu-item menu-item-top-level  menu-item-top-level-1'><a href='https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/costrutti-chiave\/' ><span class='avia-bullet'><\/span><span class='avia-menu-text'>COSTRUTTI CHIAVE<\/span><\/a><\/li>\n<\/ul><\/div><\/div><div class='sticky_placeholder'><\/div><div id='after_submenu'  class='main_color av_default_container_wrap container_wrap fullsize' style=' '  ><div class='container' ><div class='template-page content  av-content-full alpha units'><div class='post-entry post-entry-type-page post-entry-4537'><div class='entry-content-wrapper clearfix'>\n<div class=\"flex_column av_one_fifth  no_margin flex_column_div first  avia-builder-el-1  el_after_av_submenu  el_before_av_three_fifth  avia-builder-el-first  glossa-dettaglio \" style='padding:30px; border-radius:0px; '><\/div>\n<div class=\"flex_column av_three_fifth  no_margin flex_column_div   avia-builder-el-2  el_after_av_one_fifth  el_before_av_one_fifth  glossa-dettaglio \" style='background: #ffffff; padding:30px; background-color:#ffffff; border-radius:0px; '><p><section class=\"av_textblock_section \"  itemscope=\"itemscope\" itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\" ><div class='avia_textblock  '   itemprop=\"text\" ><p><strong>Solidariet\u00e0<\/strong><br \/>\nCosimo Di Bari, Universit\u00e0 di Firenze<\/p>\n<\/div><\/section><br \/>\n<div  class=\"togglecontainer  av-minimal-toggle  hasCurrentStyle avia-builder-el-4  el_after_av_textblock  avia-builder-el-last \" data-currentstyle='color:#000000; border-color:#000000; background-color:#ffffff; '>\n<section class=\"av_toggle_section\"  itemscope=\"itemscope\" itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"  >    <div role=\"tablist\" class=\"single_toggle\" data-tags=\"{Tutto} {etimologia} \"  >        <p data-fake-id=\"#toggle-id-1\" class=\"toggler  hasCustomColor av-inherit-font-color  av-inherit-border-color \"  itemprop=\"headline\"  style='background-color: #ffffff; color: #000000; border-color: #000000; ' data-hoverstyle='background-color: #ffffff; color: #999999; ' role=\"tab\" tabindex=\"0\" aria-controls=\"toggle-id-1-container\">1. ETIMOLOGIA<span class=\"toggle_icon\" style='border-color:#000000;'>        <span class=\"vert_icon\"><\/span><span class=\"hor_icon\"><\/span><\/span><\/p>        <div id=\"toggle-id-1-container\" class=\"toggle_wrap \"  >            <div class=\"toggle_content invers-color  av-inherit-font-color  av-inherit-border-color \"  itemprop=\"text\"  style='background-color: #ffffff; color: #000000; border-color: #000000; ' ><p>Il vocabolo solidariet\u00e0 \u00e8 entrato nell\u2019uso della lingua italiana attraverso il francese \u2018<em>solidarit\u00e9<\/em>\u2019 e deriva dal latino \u2018<em>solidus<\/em>\u2019 (che sta per \u2018solido\u2019) e dal verbo \u2018<em>solere<\/em>\u2019 (che rimanda all\u2019essere stabile, integro); riconducibile allo stesso vocabolo \u00e8 anche \u2018<em>soldus<\/em>\u2019 (\u2018moneta\u2019). A partire dal concetto di \u201cintegrit\u00e0\u201d, l\u2019uso si diffonde in relazione alla <strong>comunit\u00e0<\/strong> e al senso di assistenza reciproca, \u2018solida\u2019 appunto, tra i membri appartenenti a un gruppo: l\u2019integrit\u00e0 si ritrova anche nel significato attribuito dalla sociologia per la capacit\u00e0 dei membri di una collettivit\u00e0 di agire verso gli altri pensandoli come un soggetto unitario.<\/p>\n            <\/div>        <\/div>    <\/div><\/section>\n<section class=\"av_toggle_section\"  itemscope=\"itemscope\" itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"  >    <div role=\"tablist\" class=\"single_toggle\" data-tags=\"{Tutto} \"  >        <p data-fake-id=\"#toggle-id-2\" class=\"toggler  hasCustomColor av-inherit-font-color  av-inherit-border-color \"  itemprop=\"headline\"  style='background-color: #ffffff; color: #000000; border-color: #000000; ' data-hoverstyle='background-color: #ffffff; color: #999999; ' role=\"tab\" tabindex=\"0\" aria-controls=\"toggle-id-2-container\">2. LA STORIA E LE PROMESSE DEL CONCETTO<span class=\"toggle_icon\" style='border-color:#000000;'>        <span class=\"vert_icon\"><\/span><span class=\"hor_icon\"><\/span><\/span><\/p>        <div id=\"toggle-id-2-container\" class=\"toggle_wrap \"  >            <div class=\"toggle_content invers-color  av-inherit-font-color  av-inherit-border-color \"  itemprop=\"text\"  style='background-color: #ffffff; color: #000000; border-color: #000000; ' ><p>Per quanto si possano trovare contatti con alcuni vocaboli \u2013 <em>in primis <\/em>col vocabolo <strong>amicizia<\/strong> \u2013 che appartengono alla filosofia classica, \u00e8 a partire dal XVIII secolo che il concetto di \u201csolidariet\u00e0\u201d inizia a diffondersi, soprattutto nella cultura francese. Qui, il vocabolo assume un significato sociale, attingendo dal diritto romano, in cui <em>in solidum obligari <\/em>aveva una precisa accezione giuridica, legata all\u2019obbligazione alla quale devono rispondere insieme pi\u00f9 debitori o creditori.<\/p>\n<p>Nell\u2019<em>Encyclop\u00e9die <\/em>di Denis Diderot e Jean-Baptiste Le Rond d\u2019Alambert (pubblicata tra il 1751 e il 1780) questa accezione viene recuperata, facendo riferimento alla qualit\u00e0 di un\u2019obbligazione secondo la quale i debitori si impegnano a pagare una somma ottenuta in prestito. Il significato giuridico \u00e8 centrale anche nell\u2019interpretazione che ne viene data nel 1835 all\u2019interno del <em>Dictionnaire de l\u2019Acad\u00e9mie fran\u00e7aise<\/em>, quando il concetto rimanda a un impegno nel quale due o pi\u00f9 persone assumono un obbligo l\u2019una nei confronti degli altri; sempre in questa edizione del dizionario dell\u2019Accademia francese si fa riferimento a un significato pi\u00f9 ampio e pi\u00f9 \u2018sociale\u2019, richiamando alla reciproca responsabilit\u00e0 tra due o pi\u00f9 persone e anche a ci\u00f2 che rende \u2018solido\u2019 un gruppo.<\/p>\n<p>La storia del concetto di solidariet\u00e0 si intreccia a quello di \u2018fratellanza\u2019 (<em>fraternit\u00e9<\/em>), che proprio in ambito francese circola con insistenza tra la filosofia e la politica: per quanto il vocabolo abbia trovato spazio insieme a <em>libert\u00e9 <\/em>ed <em>egalit\u00e9 <\/em>nel celebre motto associato alla Rivoluzione Francese, si pu\u00f2 notare come la stessa rivoluzione non adott\u00f2 la valenza universalistica di \u2018fraternit\u00e0\u2019 che appartiene all\u2019ottica cristiana e ad altri approcci, mettendo spesso al centro il principio di esclusione (la stessa definizione di <em>citoyennet\u00e9 <\/em>distingueva tra cittadini attivi e passivi, negando a questi ultimi il diritto di voto). Gradualmente, nei decenni successivi, si torna a pensare alla <em>fraternit\u00e9<\/em> in chiave di comune <strong>appartenenza<\/strong> a una societ\u00e0 o perfino al genere umano e il concetto si lega proprio a quello di solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>Nella prima parte del XIX secolo nella filosofia francese inizia a circolare con sempre maggiore diffusione il concetto di solidariet\u00e0: si pensi, ad esempio, a Pierre Leroux e al suo significativo riferimento alla \u201cmutua solidariet\u00e0 tra gli uomini\u201d come un impegno responsabile e reciproco tra soggetti alla luce di una comune appartenenza a un gruppo; ma si pensi anche a Charles Fourier, che indica la <em>solidari\u00e9t\u00e9 <\/em>come strategia chiave per impostare un\u2019ottica comunitaria: proprio a partire dal suo punto di vista si inaugura anche a livello politico l\u2019attenzione per una \u2018solidariet\u00e0 repubblicana\u2019.<\/p>\n<p>In \u00c9mile Durkheim (1962) la solidariet\u00e0 viene declinata in due accezioni: come solidariet\u00e0 meccanica (tipica delle societ\u00e0 \u2018tradizionali\u2019, intesa come insieme di credenze e sentimenti comuni a tutti i membri di un gruppo) e come solidariet\u00e0 organica (tipica delle societ\u00e0 \u2018complesse\u2019, intesa come insieme di individui accomunati da interessi e reciprocamente interdipendenti all\u2019interno di una societ\u00e0 caratterizzata dalla divisione del lavoro e dalla differenziazione sociale). La societ\u00e0 moderna, sottolinea Durkheim, a causa della sua tendenza a differenziare il lavoro \u00e8 basata su una struttura di integrazione che non presuppone relazioni interpersonali, ma si fonda prevalentemente su un modello di solidariet\u00e0 istituzionalizzata e anonima. Il concetto di solidariet\u00e0 diventa centrale secondo l\u2019impostazione di Durkheim perch\u00e9 indica la necessit\u00e0 che tutti gli individui abbiano eguali opportunit\u00e0 di sviluppare le proprie capacit\u00e0 e di occupare posizioni sociali commisurate ad esse. In una societ\u00e0 contrassegnata dalla divisione del lavoro, la vera solidariet\u00e0 \u00e8 pertanto garantita da un rispetto delle differenze tra gli individui. Questa visione \u00e8 stata definita da alcuni autori \u201cottimista\u201d, in quanto riconosce una natura transitoria a quei fenomeni di anomia sociale che tendono a caratterizzare la divisione del lavoro, pensando a un esito positivo nella misura in cui la specializzazione del lavoro porter\u00e0 l\u2019individuo \u2013 attraverso l\u2019educazione \u2013 a prendere coscienza dell\u2019appartenenza comune alla societ\u00e0 e all\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Nella seconda met\u00e0 del XIX secolo il concetto di solidariet\u00e0 inizia a circolare anche nell\u2019ambito di analisi sociologiche e politiche dei movimenti operai, nella consapevolezza che dal suffragio universale fosse necessario emancipare socialmente tutti gli individui. Anche se non \u00e8 ricorrente l&#8217;uso di Karl Marx del vocabolo solidariet\u00e0, in molti autori che raccolgono la sua eredit\u00e0 \u00e8 frequente il ricorso a tale concetto, parlando ad esempio di \u2018solidariet\u00e0 operaia\u2019 o di \u2018solidariet\u00e0 di classe\u2019, che diverranno tanto pi\u00f9 forti, quanto pi\u00f9 vengono acuite le contrapposizioni di natura economica, sociale, intellettuale. Significative, a riguardo, risultano le riflessioni di Robert Michels.<\/p>\n<p>Accanto alle prospettive citate, il concetto di solidariet\u00e0 \u00e8 in uso anche nel solidarismo promosso ad esempio da Charles Gide: tra l\u2019individualismo e il socialismo, quella del solidarismo \u00e8 una \u2018terza via\u2019, che \u00e8 rappresentata secondo L\u00e9on Bourgeois (2011) dalla proposta di un rinnovamento politico e sociale basato proprio sulla solidariet\u00e0 universale come requisito per lo sviluppo individuale. La solidariet\u00e0 \u00e8 dunque un prerequisito per la libert\u00e0, pertanto gli uomini devono riconoscere il loro debito nei confronti della societ\u00e0 e degli altri uomini.<\/p>\n<p>Durante il XX secolo il concetto di solidariet\u00e0 \u00e8 impiegato da vari filosofi e sociologi, andando oltre il significato dei decenni precedenti, quando si soffermava principalmente sulle differenze sociali, andando a valorizzare anche le differenze culturali, sociali, etniche, di genere, ecc. La valorizzazione delle differenze si sviluppa parallelamente alle riflessioni di vari autori che assegnano all\u2019Altro una grande rilevanza e che pertanto invitano ad adottare un punto di vista basato su apertura, su dialogo e interpretazione. La parola differenza viene impostata proprio come passaggio chiave anche del pensiero postmoderno e in particolare di alcuni autori come Richard Rorty, che assegnano al concetto di solidariet\u00e0 un ruolo centrale per pensare la democrazia.<\/p>\n            <\/div>        <\/div>    <\/div><\/section>\n<section class=\"av_toggle_section\"  itemscope=\"itemscope\" itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"  >    <div role=\"tablist\" class=\"single_toggle\" data-tags=\"{Tutto} \"  >        <p data-fake-id=\"#toggle-id-3\" class=\"toggler  hasCustomColor av-inherit-font-color  av-inherit-border-color \"  itemprop=\"headline\"  style='background-color: #ffffff; color: #000000; border-color: #000000; ' data-hoverstyle='background-color: #ffffff; color: #999999; ' role=\"tab\" tabindex=\"0\" aria-controls=\"toggle-id-3-container\">3. LE AMBIGUIT\u00c0 DEL CONCETTO<span class=\"toggle_icon\" style='border-color:#000000;'>        <span class=\"vert_icon\"><\/span><span class=\"hor_icon\"><\/span><\/span><\/p>        <div id=\"toggle-id-3-container\" class=\"toggle_wrap \"  >            <div class=\"toggle_content invers-color  av-inherit-font-color  av-inherit-border-color \"  itemprop=\"text\"  style='background-color: #ffffff; color: #000000; border-color: #000000; ' ><p>Negli ultimi decenni si possono identificare vari approcci relativi alla solidariet\u00e0 che, pur in relazione tra loro, presentano significative differenze: a partire dalla teoria della giustizia, per arrivare alle teorie dei filosofi postmoderni. Individuando autori chiave in questo dibattito si possono citare ad esempio John Rawls (2007) e Richard Rorty (1989), ma anche Jurgen Habermas (2014).<\/p>\n<p>Rawls, di fronte a una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 contrassegnata da differenze e ad una sempre pi\u00f9 inevitabile ineguaglianza, indica la necessit\u00e0 di pensare adeguate strategie per continuare ad assicurare la giustizia ai soggetti. Egli fa pertanto riferimento al concetto di <em>fairness <\/em>(che pu\u00f2 essere tradotto in italiano col termine \u2018<strong><a href=\"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/glossario\/equita\/\">equit\u00e0<\/a>\u2019<\/strong>), intesa come correttezza nei rapporti tra le persone che entrano in relazione competendo o cooperando tra loro. L\u2019equit\u00e0 \u00e8 nella visione di Rawls un requisito per coltivare la solidariet\u00e0, perch\u00e9 dovrebbe far maturare in ciascun individuo un senso di giustizia, un obbligo morale ad agire in modo corretto.<\/p>\n<p>Le riflessioni tra solidariet\u00e0 e giustizia vengono sviluppate anche da Jurgen Habermas, per il quale giustizia e solidariet\u00e0 sono interdipendenti, dato che le norme morali hanno la funzione di tutelare i diritti e le libert\u00e0 degli individui ma anche il bene del prossimo e della <a href=\"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/glossario\/comunita\/\"><strong>comunit\u00e0<\/strong><\/a> a cui appartiene. Nella visione di Habermas, la solidariet\u00e0 \u00e8 parte integrante di una morale universalistica: superando i limiti di un particolare gruppo, nell\u2019ottica di una comunit\u00e0 comunicativa ideale, \u00e8 possibile pensare a una forma di solidariet\u00e0 universale che si estende a tutti i soggetti.<\/p>\n<p>Significativo risulta anche il punto di vista di altri autori \u2013 si vedano ad esempio Scholz (2015), Kolers (2014) e Rehg (2007) \u2013 per i quali occorre distinguere tra la solidariet\u00e0 politica (legata alle lotte contro le ingiustizie e volontariamente assunte tra i partecipanti) e la solidariet\u00e0 sociale (la quale si fonda su vincoli che vengono a instaurarsi tra membri di una comunit\u00e0 anche in assenza di unanime consenso). In base ai livelli di interdipendenza e del grado di condivisione tra i componenti di un gruppo, si possono riscontrare diverse forme di solidariet\u00e0 sociale, dalle pi\u00f9 effimere alle pi\u00f9 stabili e le pi\u00f9 finalizzate verso un bene comune condiviso.<\/p>\n<p>Per Rorty la giustizia ha un ruolo di \u201cprima <a href=\"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/glossario\/virtu\/\"><strong>virt\u00f9<\/strong><\/a>\u201d all\u2019interno di una societ\u00e0: egli ritiene che ogni contesto liberale e democratico dovrebbe essere caratterizzato da un equilibrio riflessivo, esito dell\u2019accordo tra gli individui che aspirano alla giustizia. Tuttavia Rorty ritiene che non si possa fare riferimento a qualcosa che trascenda la storia e le istituzioni, in quanto ogni posizione di un filosofo \u00e8 soltanto una voce da mettere in relazione con altre, in un dialogo\/confronto tra una pluralit\u00e0 di punti di vista, piuttosto che con la ricerca di una verit\u00e0 assoluta.<\/p>\n<p>In particolare, per Rorty tanto la filosofia quanto i filosofi non devono essere considerati servitori della verit\u00e0, ma paladini della libert\u00e0 democratica, rendendosi aperti al nuovo, cercando di cogliere e interpretare i mutamenti sociali e culturali senza la pretesa di universalizzarli. La solidariet\u00e0 per Rorty \u00e8 connessa al carattere cooperativo della cultura: \u00e8 attraverso la condivisione sociale di valori che si pu\u00f2 pensare a un modello di convivenza tra soggetti fondato sull\u2019apertura e sull\u2019attenzione verso i bisogni degli altri. La solidariet\u00e0 non si scopre attraverso la riflessione, ma soltanto diventando pi\u00f9 sensibili alla sofferenza e all\u2019umiliazione subita da altre persone sconosciute.<\/p>\n<p>Inoltre, sempre secondo Rorty, la solidariet\u00e0 deve legarsi al concetto di ironia, da intendersi come una postura mentale e come un atteggiamento cognitivo: essa \u00e8 l\u2019opposto del senso comune e corrisponde a una capacit\u00e0 del soggetto di decentrarsi, di mettere da parte le pretese di conseguire essenze universali della conoscenza, della societ\u00e0, dell\u2019uomo o della giustizia. L\u2019ironia produce spiazzamento, dubbio, relativizzazione della propria prospettiva rispetto alle altre e per questo rappresenta uno strumento capace di interpretare e decostruire le pretese di una verit\u00e0 assoluta: essa pu\u00f2 rendere dunque i soggetti consapevoli della loro fragilit\u00e0 e della loro contingenza e pu\u00f2 alimentare, a partire da questa consapevolezza, la costruzione e la coltivazione di speranza, l\u2019utopia di un futuro pi\u00f9 democratico, caratterizzato da solidariet\u00e0 tra gli uomini.<\/p>\n<p>Il punto di vista di Rorty \u00e8 stato criticato da alcuni. Per esempio, Norman Geras (1995) accusa il filosofo statunitense di cercare inutilmente un&#8217;idea di solidariet\u00e0 che trascenda le differenze, senza comprendere come sia invece auspicabile pensare alla rilevanza di una natura comune e adoperarsi per ragionare insieme intorno a ideali che parlino di una natura umana comune o di diritti universali.<\/p>\n<p>Tuttavia, si pu\u00f2 osservare la pertinenza di queste definizioni di solidariet\u00e0 rispetto all\u2019epoca attuale, caratterizzata appunto da fragilit\u00e0, incertezza, precariet\u00e0. Anche se il concetto continua ad essere utilizzato secondo sfumature ben diverse tra filosofi di aree e di correnti diverse, si tratta di riflessioni particolarmente utili nell\u2019epoca attuale, in cui il concetto di solidariet\u00e0, come gi\u00e0 avvenuto in passato, si presta anche a \u2018usi\u2019 discutibili (si pensi ad esempio alla declinazione in chiave \u2018nazionalistica\u2019), che portano alla negazione delle differenze e alla ricerca degli aspetti in comune tra soggetti appartenenti alla stessa comunit\u00e0 o allo stesso gruppo sociale (Loiodice e Ulivieri, 2017). Al contrario, l&#8217;auspicio \u00e8 quello di coltivare un\u2019idea di solidariet\u00e0 che rimandi alla comune appartenenza al genere umano. Che porti a pensare allo sviluppo non tanto in termini economici, quanto in termini \u2018umani\u2019. In riferimento, si pensi ad esempio al <em>capability approach<\/em> promosso da autori quali Amartya Sen (2000) e Martha Nussbaum (1999), ma anche alla prospettiva di formazione di uomo planetario, \u2018solidale\u2019 verso l\u2019umanit\u00e0 ma anche verso il pianeta, come suggerito da Edgar Morin (2001).<\/p>\n            <\/div>        <\/div>    <\/div><\/section>\n<section class=\"av_toggle_section\"  itemscope=\"itemscope\" itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"  >    <div role=\"tablist\" class=\"single_toggle\" data-tags=\"{Tutto} \"  >        <p data-fake-id=\"#toggle-id-4\" class=\"toggler  hasCustomColor av-inherit-font-color  av-inherit-border-color \"  itemprop=\"headline\"  style='background-color: #ffffff; color: #000000; border-color: #000000; ' data-hoverstyle='background-color: #ffffff; color: #999999; ' role=\"tab\" tabindex=\"0\" aria-controls=\"toggle-id-4-container\">Bibliografia <span class=\"toggle_icon\" style='border-color:#000000;'>        <span class=\"vert_icon\"><\/span><span class=\"hor_icon\"><\/span><\/span><\/p>        <div id=\"toggle-id-4-container\" class=\"toggle_wrap \"  >            <div class=\"toggle_content invers-color  av-inherit-font-color  av-inherit-border-color \"  itemprop=\"text\"  style='background-color: #ffffff; color: #000000; border-color: #000000; ' ><p>Bertin, G. M. (1953). Etica e pedagogia dell\u2019impegno. Marzorati.<\/p>\n<p>Bourgeois, L. (2011). La costruzione della solidariet\u00e0. Rubbettino.<\/p>\n<p>Durkheim, \u00c9. (1962). La divisione del lavoro sociale. Edizioni di comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Freire, P. (1971). La pedagogia degli oppressi. Mondadori.<\/p>\n<p>Geras, N. (1995). Solidariety in the conversation of Humakind. Verso.<\/p>\n<p>Habermas, J. (2014). Nella spirale tecnocratica. Laterza.<\/p>\n<p>Kolers, A. (2014). The priority of solidarity to justice. Journal of Applied Philosophy, 31 (4).<\/p>\n<p>Loiodice, I., Ulivieri, S. (2017). Per un nuovo patto di solidariet\u00e0. Progedit.<\/p>\n<p>Morin, E. (2001). Sette saperi necessari all\u2019educazione del futuro. Cortina.<\/p>\n<p>Nussbaum, M. C. (1999). Coltivare l\u2019umanit\u00e0. Il Mulino.<\/p>\n<p>Rawls, J. (1982). Teoria della giustizia. Feltrinelli.<\/p>\n<p>Rehg, W. (2007). Solidarity and the common good: An analytic framework. Journal of Social Philosophy, 38 (1).<\/p>\n<p>Rorty, R. (1989). La filosofia dopo la filosofia. Laterza.<\/p>\n<p>Scholz, S. (2015). Seeking solidarity. Philosophy Compass, 10 (10).<\/p>\n<p>Sen, A. (2000). Libert\u00e0 \u00e8 sviluppo. Mondadori.<\/p>\n<p>Voce Solidariet\u00e0, In Enciclopedia Treccani, <a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/solidarieta_%28Enciclopedia-Italiana%29\/\">http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/solidarieta_%28Enciclopedia-Italiana%29\/<\/a> (consultato il 15 maggio 2020).<\/p>\n            <\/div>        <\/div>    <\/div><\/section>\n<\/div><\/p><\/div>\n<div class=\"flex_column av_one_fifth  no_margin flex_column_div   avia-builder-el-5  el_after_av_three_fifth  avia-builder-el-last  glossa-dettaglio \" style='background: #ffffff; padding:30px; background-color:#ffffff; border-radius:0px; '><section class=\"av_textblock_section \"  itemscope=\"itemscope\" itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\" ><div class='avia_textblock  '   itemprop=\"text\" ><p><strong>Per citare questo testo<\/strong>:<\/p>\n<p>Di Bari, C., (2020, 13 novembre). Solidariet\u00e0. In M. Milana &amp; P. Perillo (Cur.) Progetto RE-SERVES: Costrutti chiave. <a href=\"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/\"><u>https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/<\/u><\/a><\/p>\n<\/div><\/section><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":3550,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4537"}],"collection":[{"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4537"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4537\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4634,"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4537\/revisions\/4634"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3550"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4537"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}