{"id":4549,"date":"2020-10-30T10:56:21","date_gmt":"2020-10-30T09:56:21","guid":{"rendered":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/?page_id=4549"},"modified":"2020-11-13T15:58:12","modified_gmt":"2020-11-13T14:58:12","slug":"vulnerabilita","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/costrutti-chiave\/vulnerabilita\/","title":{"rendered":"Vulnerabilit\u00e0"},"content":{"rendered":"<div class='clear'><\/div><div id='sub_menu1'  class='av-submenu-container main_color  avia-builder-el-0  el_before_av_one_fifth  avia-builder-el-first  av-sticky-submenu  container_wrap fullsize' style='  z-index:301' ><div class='container av-menu-mobile-disabled '><ul id='av-custom-submenu-1' class='av-subnav-menu av-submenu-pos-right'>\n<li class='menu-item menu-item-top-level  menu-item-top-level-1'><a href='https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/costrutti-chiave\/' ><span class='avia-bullet'><\/span><span class='avia-menu-text'>COSTRUTTI CHIAVE<\/span><\/a><\/li>\n<\/ul><\/div><\/div><div class='sticky_placeholder'><\/div><div id='after_submenu'  class='main_color av_default_container_wrap container_wrap fullsize' style=' '  ><div class='container' ><div class='template-page content  av-content-full alpha units'><div class='post-entry post-entry-type-page post-entry-4549'><div class='entry-content-wrapper clearfix'>\n<div class=\"flex_column av_one_fifth  no_margin flex_column_div first  avia-builder-el-1  el_after_av_submenu  el_before_av_three_fifth  avia-builder-el-first  glossa-dettaglio \" style='padding:30px; border-radius:0px; '><\/div>\n<div class=\"flex_column av_three_fifth  no_margin flex_column_div   avia-builder-el-2  el_after_av_one_fifth  el_before_av_one_fifth  glossa-dettaglio \" style='background: #ffffff; padding:30px; background-color:#ffffff; border-radius:0px; '><p><section class=\"av_textblock_section \"  itemscope=\"itemscope\" itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\" ><div class='avia_textblock  '   itemprop=\"text\" ><p><strong>Vulnerabilit\u00e0<\/strong><br \/>\nTommaso Tuppini, Universit\u00e0 di Verona<\/p>\n<\/div><\/section><br \/>\n<div  class=\"togglecontainer  av-minimal-toggle  hasCurrentStyle avia-builder-el-4  el_after_av_textblock  avia-builder-el-last \" data-currentstyle='color:#000000; border-color:#000000; background-color:#ffffff; '>\n<section class=\"av_toggle_section\"  itemscope=\"itemscope\" itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"  >    <div role=\"tablist\" class=\"single_toggle\" data-tags=\"{Tutto} {etimologia} \"  >        <p data-fake-id=\"#toggle-id-1\" class=\"toggler  hasCustomColor av-inherit-font-color  av-inherit-border-color \"  itemprop=\"headline\"  style='background-color: #ffffff; color: #000000; border-color: #000000; ' data-hoverstyle='background-color: #ffffff; color: #999999; ' role=\"tab\" tabindex=\"0\" aria-controls=\"toggle-id-1-container\">1. Etimologia<span class=\"toggle_icon\" style='border-color:#000000;'>        <span class=\"vert_icon\"><\/span><span class=\"hor_icon\"><\/span><\/span><\/p>        <div id=\"toggle-id-1-container\" class=\"toggle_wrap \"  >            <div class=\"toggle_content invers-color  av-inherit-font-color  av-inherit-border-color \"  itemprop=\"text\"  style='background-color: #ffffff; color: #000000; border-color: #000000; ' ><p>\u201cVulnerabile\u201d viene dal latino dal latino <em>vulnerabilis<\/em>, <em>vulnerare<\/em>, cio\u00e8 \u201cferire\u201d. Questo significato collega l\u2019esperienza della vulnerabilit\u00e0 a un possibile danno. Nella cultura occidentale una prima, esplicita comprensione della vulnerabilit\u00e0 \u00e8 illustrata nella storia dell\u2019eroe greco Achille. La \u201cvulnerabilit\u00e0\u201d \u00e8 quasi un sinonimo del \u201ctallone d\u2019Achille\u201d che indica l\u2019unico luogo anatomico in cui l\u2019eroe rimane esposto alle ferite.<\/p>\n            <\/div>        <\/div>    <\/div><\/section>\n<section class=\"av_toggle_section\"  itemscope=\"itemscope\" itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"  >    <div role=\"tablist\" class=\"single_toggle\" data-tags=\"{Tutto} \"  >        <p data-fake-id=\"#toggle-id-2\" class=\"toggler  hasCustomColor av-inherit-font-color  av-inherit-border-color \"  itemprop=\"headline\"  style='background-color: #ffffff; color: #000000; border-color: #000000; ' data-hoverstyle='background-color: #ffffff; color: #999999; ' role=\"tab\" tabindex=\"0\" aria-controls=\"toggle-id-2-container\">2. La storia e le promesse del concetto<span class=\"toggle_icon\" style='border-color:#000000;'>        <span class=\"vert_icon\"><\/span><span class=\"hor_icon\"><\/span><\/span><\/p>        <div id=\"toggle-id-2-container\" class=\"toggle_wrap \"  >            <div class=\"toggle_content invers-color  av-inherit-font-color  av-inherit-border-color \"  itemprop=\"text\"  style='background-color: #ffffff; color: #000000; border-color: #000000; ' ><p>All\u2019esperienza della vulnerabilit\u00e0 si associano necessariamente le idee antitetiche di sicurezza e di protezione. Le preoccupazioni per la dipendenza di ogni uomo dagli altri uomini e dal mondo sono pervasive gi\u00e0 nella teoria politica dell\u2019antichit\u00e0 e le ritroviamo pressoch\u00e9 invariate \u2013 ad esempio \u2013 nei lavori novecenteschi di Hans Jonas, nella ricerca sociologica di Ulrich Beck sul rischio, nella prospettiva antropologica di Mary Douglas (2003). Le esperienze legate all\u2019incertezza, alla fortuna e all\u2019imprevisto \u2013 potenzialmente pericolosi \u2013 sono oggetto di costante meditazione nel pensiero contemporaneo soprattutto in quegli psicologi come Freud per i quali il nostro Io non \u00e8 che un campo di battaglia tra istanze antitetiche i cui desideri e spinte sono difficili da comporre e conciliare. La vulnerabilit\u00e0 pu\u00f2 essere analizzata anche attraverso le ricerche dell\u2019antropologia evolutiva che testimoniano l\u2019ubiquit\u00e0 nonch\u00e9 la centralit\u00e0 dei rituali che si istituiscono intorno alla nascita, la morte, il sesso e l\u2019alimentazione, tutte esperienze che in un modo o nell\u2019altro mettono in luce diversi aspetti della vulnerabilit\u00e0. L\u2019interconnessione tra dipendenza e vulnerabilit\u00e0 \u00e8 presente in tutti i modelli premoderni dell\u2019esperienza \u2013 soprattutto nelle civilt\u00e0 agricole \u2013, nei riti il cui scopo principale \u00e8 ingraziarsi una natura capricciosa o un dio capaci di assicurare l\u2019abbondanza del raccolto e la protezione dai pericoli.<\/p>\n<p>Forse ogni forma di sociazione trova la propria giustificazione nell\u2019esperienza della vulnerabilit\u00e0 propria e altrui. L\u00e0 dove ci sono norme che regolamentano la vita in comune e la condivisione di uno spazio, esse s\u2019inscrivono dentro la percezione diffusa di un\u2019offesa sempre possibile. Da Platone \u2013 per il quale la <em>polis <\/em>deve poter garantire l\u2019incolumit\u00e0 dei filosofi \u2013 a Marx \u2013 per il quale la questione all\u2019ordine del giorno \u00e8 l\u2019aggirarsi per l\u2019Europa di uno spettro capace di annientare la borghesia \u2013 la messa in sicuro dalla distruzione sembra la questione sociale e politica fondamentale. La sicurezza e la protezione che l\u2019autorit\u00e0 deve poter garantire a una comunit\u00e0 vengono sempre pagate con una restrizione delle libert\u00e0 individuali e una diminuzione della capacit\u00e0 d\u2019azione dei suoi membri. Questa conseguenza \u00e8 evidente nel maggior teorico moderno della politica, Thomas Hobbes, per il quale la debolezza umana e l\u2019esposizione al pericolo possono essere rintuzzate soltanto dalla sottomissione a un\u2019autorit\u00e0 che protegge incutendo timore. La condivisione di uno spazio comune \u00e8 possibile solo l\u00e0 dove gli uomini sono stati immunizzati contro la reciproca vulnerabilit\u00e0. In effetti, per il pensiero moderno non esiste un soggetto politico vulnerabile. Un uomo \u00e8 vulnerabile fin dalla nascita ma appena mette piede dentro la citt\u00e0 o appartiene a una compagine statale, per ci\u00f2 stesso dismette la propria vulnerabilit\u00e0, si mette al riparo da ogni aggressione da parte dei suoi simili. D\u2019altra parte, l\u2019autorit\u00e0 politica protegge i cittadini dalle offese soltanto infliggendo loro un altro tipo di offesa, perch\u00e9 li costringe a vivere nella paura: non pi\u00f9 la paura reciproca, quella di un uomo nei confronti di un altro uomo, ma la paura nei confronti dell\u2019autorit\u00e0 che si fa carico della loro protezione. La capacit\u00e0 di proteggere e di togliere di mezzo qualsiasi conflitto tra i sudditi o i cittadini, \u00e8 direttamente proporzionale alla capacit\u00e0 di incutere timore. Nei confronti di chi si mette sotto la sua protezione, il governo civile \u2013 dice Hobbes \u2013 deve possedere un potere <em>sufficient to<\/em> <em>overawe them all<\/em>, un potere capace di impaurirli tutti ed \u00e8 soltanto in questo modo che pu\u00f2 rendere gli uomini inoffensivi. Lo Stato-Leviatano, il paradigma della sovranit\u00e0 moderna, scioglie il legame orizzontale tra gli uomini e ne istituisce uno verticale, con il sovrano, in nome dell\u2019immunit\u00e0 di tutti e di ciascuno nei confronti delle offese (Hobbes, 1991). Un paradigma socio-politico differente \u00e8 rappresentato da Machiavelli per il quale l\u2019agente della vulnerabilit\u00e0 umana e istituzionale prende il nome di \u201cfortuna\u201d. La fortuna \u00e8 la contingenza e la sorpresa \u2013 spesso deludente \u2013 che segue come un\u2019ombra gli affari umani e nei confronti della quale \u00e8 impensabile guadagnare una immunit\u00e0 completa. Se \u00e8 vero che gli uomini rimangono esposti a un pericolo mortale fino a quando non si producono forme politiche stabili, Machiavelli s\u2019interroga anche sulla vulnerabilit\u00e0 delle istituzioni chiamate a proteggere la vita dei cittadini. Il progetto di eliminare ogni accidente e incidente dalla vita sociale ha spesso conseguenze catastrofiche perch\u00e9 irrigidisce le strutture politiche, finendo per renderle pi\u00f9 fragili e meno capaci di assorbire gli urti ai quali si espongono. Contrariamente alla tradizione inaugurata da Hobbes, Machiavelli scorge la debolezza delle istituzioni nell\u2019incapacit\u00e0 di includere qualsiasi forma di conflitto. Per Hobbes l\u2019autorit\u00e0 politica pu\u00f2 essere efficace soltanto se il potere di governo \u00e8 nelle mani di una entit\u00e0 monolitica (re o assemblea). Per Machiavelli, invece, il potere non deve cristallizzare in un unico luogo o un\u2019unica persona. Anzi, non c\u2019\u00e8 nulla di pi\u00f9 nocivo. Per essere stabile, uno Stato deve riprodurre su una scala pi\u00f9 piccola i conflitti presenti nel tessuto sociale, riuscendo in questo modo a farli cristallizzare dentro forme di governo tendenzialmente repubblicane. In questa prospettiva, le differenze e le contraddizioni della societ\u00e0 civile non devono essere cancellate o ignorate, ma trovano espressione in un equilibrio istituzionale che \u00e8 il prodotto di quelle tensioni (Machiavelli, 1984).<\/p>\n<p>Una prospettiva radicale ed eccentrica sulla vulnerabilit\u00e0 umana la troviamo nei pensatori della tradizione fenomenologica che ne fanno un sinonimo della nostra apertura al mondo, soprattutto Sartre (2013) e L\u00e9vinas (2016). Per Sartre la vulnerabilit\u00e0 \u00e8 un dato primario della nostra percezione del mondo. La vulnerabilit\u00e0 \u00e8 un nodo che viene stretto tra me e le cose. Le sporgenze del mondo e lo sguardo degli altri mi permettono di fare esperienza del mio corpo in quanto vulnerabile. La vulnerabilit\u00e0 di ciascuno \u00e8 direttamente proporzionale alla capacit\u00e0 di sentire le cose e gli altri. Percepire, sentire, significa cogliere con lo sguardo l\u2019ambiente nel quale siamo immersi, cio\u00e8 cogliere gli sguardi che mi circondano. \u00c8 lo sguardo degli altri e del mondo che fa prendere coscienza del mio corpo e delle mie possibilit\u00e0 di azione. Se cammino in una boscaglia e sento scricchiolare dei rami dietro di me, ci\u00f2 che io sento \u00e8 di avere un corpo che pu\u00f2 essere ferito perch\u00e9 occupo uno spazio in cui sono senza difesa. Essere visti, subire lo sguardo altrui significa prendere notizia della propria vulnerabilit\u00e0, entrare in contatto con un mondo che fa immediatamente segno al mio corpo come ci\u00f2 che vi rimane esposto. Incontrare le cose e lo sguardo altrui significa esporsi al contatto efficace \u2013 al contagio \u2013 di ci\u00f2 che ci circonda (Sartre, 2013).<\/p>\n            <\/div>        <\/div>    <\/div><\/section>\n<section class=\"av_toggle_section\"  itemscope=\"itemscope\" itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"  >    <div role=\"tablist\" class=\"single_toggle\" data-tags=\"{Tutto} \"  >        <p data-fake-id=\"#toggle-id-3\" class=\"toggler  hasCustomColor av-inherit-font-color  av-inherit-border-color \"  itemprop=\"headline\"  style='background-color: #ffffff; color: #000000; border-color: #000000; ' data-hoverstyle='background-color: #ffffff; color: #999999; ' role=\"tab\" tabindex=\"0\" aria-controls=\"toggle-id-3-container\">3. Le ambiguit\u00e0 del concetto<span class=\"toggle_icon\" style='border-color:#000000;'>        <span class=\"vert_icon\"><\/span><span class=\"hor_icon\"><\/span><\/span><\/p>        <div id=\"toggle-id-3-container\" class=\"toggle_wrap \"  >            <div class=\"toggle_content invers-color  av-inherit-font-color  av-inherit-border-color \"  itemprop=\"text\"  style='background-color: #ffffff; color: #000000; border-color: #000000; ' ><p>Di solito, quanto pi\u00f9 a lungo una societ\u00e0 o un individuo sono rimasti preservati da ogni rischio, tanto pi\u00f9 \u00e8 concreta la possibilit\u00e0 che il minimo disturbo o inceppamento dell\u2019ingranaggio abbia conseguenze catastrofiche. Un lucido analista di questa situazione \u00e8 stato Jean Baudrillard, il quale ha mostrato in che modo l\u2019inseguimento paranoide di una condizione di immunit\u00e0 assoluta \u2013 la negazione radicale della vulnerabilit\u00e0 \u2013 pu\u00f2 mettere capo a una singolare eterogenesi dei fini. Baudrillard chiama \u2018sbiancatura\u2019 il tentativo di preservare il corpo sociale e individuale da tutti i pericoli e i danni che possono affliggerlo. Il progetto sociale di proteggere la nuda vita di ciascuno, salvaguardare l\u2019esistenza biologica insieme alla sua moralit\u00e0, rende gli esseri umani estremamente vulnerabili alla scienza e alla tecnologia, li espropria delle loro passioni rendendoli per ci\u00f2 stesso vulnerabili nei confronti della psicologia e delle sue terapie e, una volta defraudati di tutte le emozioni pericolose e delle malattie, li rende estremamente vulnerabili alla medicina. La vulnerabilit\u00e0 ai pericoli diventa vulnerabilit\u00e0 alle prassi pubbliche e private di difesa e protezione. Tecnologie nate per immunizzare i viventi contro la loro vulnerabilit\u00e0 diventano tecnologie di controllo e igienizzazione del tessuto sociale che si rivelano rimedi peggiori del male. L\u2019individuo immunizzato \u00e8 come un uomo che ha perso la sua ombra, diventato trasparente a una luce che lo attraversa da tutte le parti, sovraesposto a tutte le fonti di luce. Ci\u00f2 di cui queste societ\u00e0 \u201cluminose\u201d e asettiche sono alla ricerca non \u00e8, in definitiva, la salute, che \u00e8 un equilibrio organico ed effimero, sempre ai limiti della malattia e dello squilibrio, ma quello che Baudrillard definisce l\u2019igienico splendore promozionale del corpo. L\u2019\u2018illuminazione\u2019 immunitaria dell\u2019uomo \u00e8 in realt\u00e0 una sentenza di morte. Da questo punto di vista non \u00e8 forse sbagliato pensare che lo sterminio dell\u2019uomo inizi con lo sterminio dei germi dell\u2019uomo. L\u2019essere umano completo, con le sue emozioni, le passioni, le risate, il sesso e le secrezioni, \u00e8 di per s\u00e9 un virus irrazionale che con la sua esistenza rende opaco l\u2019universo della trasparenza. Una volta per\u00f2 che \u00e8 stato purificato e ripulito da tutte le infezioni, ci\u00f2 che gli rimane \u00e8 soltanto un mondo mortalmente pulito e mortalmente sofisticato dentro il quale il piacere dell\u2019esistenza \u00e8 rimpiazzato dal dovere della sopravvivenza (Baudrillard, 2006).<\/p>\n<p>Siamo invitati in ogni modo a cercare protezione da ci\u00f2 che pu\u00f2 minacciare la nostra integrit\u00e0. Questa mentalit\u00e0 profilattica si traduce socialmente in tutte le campagne organizzate dallo Stato e dalla societ\u00e0 civile contro l\u2019alcolismo, il consumo di droga, la velocit\u00e0 in autostrada, le \u2018condotte a rischio\u2019 contro le quali si interviene allo stesso modo di un medico curante. Lo scopo di queste azioni \u00e8 liberare il campo da tutte le forze che appannano l\u2019ideale immacolato di una funzionalit\u00e0 perfetta. Le tecnologie dell\u2019immunit\u00e0 contro la vulnerabilit\u00e0 sono in ultima istanza tecnologie di disinfezione. Eradicare il male e la vulnerabilit\u00e0 dal mondo, rimuovendo ci\u00f2 che ostacola l\u2019operativit\u00e0 e l\u2019efficienza, \u00e8 lo scopo di tutte le tecnologie del controllo e immunitarie. Qualsiasi scarto o eccentricit\u00e0 dalle norme igieniche sembrano dover avere conseguenze catastrofiche. Come ha scritto efficacemente Susan Sontag, la nostra \u00e8 un\u2019epoca di estremismi nella quale viviamo sotto la minaccia continua di due prospettive egualmente spaventose, anche se apparentemente opposte: la banalit\u00e0 di un\u2019esistenza assicurata contro ogni pericolo e il terrore per le catastrofi imminenti. In continuit\u00e0 con questa prospettiva, Judith Butler fa leva sull\u2019idea pionieristica di performativit\u00e0 di genere per mostrare in che modo gli attentati a un\u2019esistenza felice provengono dai codici e dalle istituzioni che dovrebbero metterci in salvo dalla nostra vulnerabilit\u00e0 naturale. C\u2019\u00e8 una violenza esplicita che si rivolge verso i corpi \u2018anomali\u2019, i corpi che non si adeguano alle categorie normative di sesso e genere e che per ci\u00f2 stesso sembrano cadere al di fuori dell\u2019umano, ad esempio i travestiti. E c\u2019\u00e8 una violenza implicita che coincide con la codificazione e la cattura dei corpi \u2018normali\u2019, quelli pronti ad adeguarsi. Rovesciando la prospettiva di Hobbes, Butler afferma che \u00e8 vano cercare protezione nelle istituzioni dello Stato o del mercato, anzi, \u00e8 proprio da queste ultime che dobbiamo proteggerci (Butler, 2013).<\/p>\n<p>Il progetto di assicurazione totale dell\u2019esistenza e d\u2019immunizzazione nei confronti della nostra vulnerabilit\u00e0 ha un esito quanto meno contraddittorio. Massimo Cacciari individua in Alexis de Tocqueville il primo analista di questo stato di cose: l\u2019<em>homo democraticus <\/em>moderno vuole condurre un\u2019esistenza priva di incidenti, un\u2019esistenza in cui il capitale di vita che gli \u00e8 stato assegnato dalla nascita possa essere speso fino all\u2019ultima goccia, senza incorrere in violenze, soprusi, sconfitte. L\u2019individuo diventa intollerante nei confronti di ogni forma di dipendenza, rimane dogmaticamente certo della \u2018naturale bont\u00e0\u2019 dei propri desideri, ma \u00e8 costantemente bisognoso di protezione, incapace di solitudine, pronto a richiedere difesa e protezione con la stessa incoercibile convinzione forza con cui rivendica la propria libert\u00e0 individuale, sostanzialmente indifferente alla forma del regime politico capace di dargli tutte le garanzie di cui ha bisogno (Cacciari, 1996). I pericoli verso i quali necessariamente muove un desiderio di questo genere sono evidenti in quella che lo psichiatra americano Robert J. Lifton (2003) chiama <em>superpower syndrome<\/em>, la sindrome da superpotenza. Nessuna collettivit\u00e0 o individuo possono eliminare totalmente il rischio e la vulnerabilit\u00e0. Mantenere un\u2019illusione di invulnerabilit\u00e0 spinge soltanto a compiere azioni sempre pi\u00f9 radicali per sostenere quest\u2019illusione.<\/p>\n<p>In generale, il pensiero post-illuminista ha abbracciato una visione dell\u2019operare umano che fa della vulnerabilit\u00e0 poco pi\u00f9 che un inconveniente. La nostra crescita e l\u2019arricchimento dell\u2019esistenza diventano percorsi rettilinei che devono produrre autosufficienza, autocontrollo, indipendenza, capacit\u00e0 di decisione e la trascendenza razionale delle emozioni: la vulnerabilit\u00e0 \u00e8 troppo compromessa con il corpo, la sofferenza \u00e8 sempre immeritata, tutto ci\u00f2 offende la fiducia strutturale che nutriamo nella autonomia della natura umana. In questo modo il pensiero moderno e contemporaneo si lasciano sfuggire parecchio di quella \u2018condizione umana\u2019 che pure si propone di indagare. Infatti, a differenza dell\u2019autonomia, che deve essere prodotta e sostenuta con strumenti istituzionali, la vulnerabilit\u00e0 \u00e8 una caratteristica fondamentale, ineliminabile e universale dell\u2019esistenza: non possiamo fare a meno di esporci agli altri e in questa esposizione \u00e8 contenuta tutta la nostra vulnerabilit\u00e0 (perch\u00e9 ogni esposizione, inevitabilmente, corre il rischio di essere misconosciuta e rifiutata). Se ci esponiamo agli altri, possiamo diventare oggetto di cura e riconoscimento ma anche di distruzione. Sottrarsi a questo rischio, per\u00f2, significa rifiutare gli imprevisti dell\u2019incontro, rinunciare a ogni possibilit\u00e0 di avventura senza la quale l\u2019esperienza formativa non pu\u00f2 che ridursi alla riproposizione di modelli esistenziali gi\u00e0 collaudati e calcificati.<\/p>\n            <\/div>        <\/div>    <\/div><\/section>\n<section class=\"av_toggle_section\"  itemscope=\"itemscope\" itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"  >    <div role=\"tablist\" class=\"single_toggle\" data-tags=\"{Tutto} \"  >        <p data-fake-id=\"#toggle-id-4\" class=\"toggler  hasCustomColor av-inherit-font-color  av-inherit-border-color \"  itemprop=\"headline\"  style='background-color: #ffffff; color: #000000; border-color: #000000; ' data-hoverstyle='background-color: #ffffff; color: #999999; ' role=\"tab\" tabindex=\"0\" aria-controls=\"toggle-id-4-container\">Bibliografia minima<span class=\"toggle_icon\" style='border-color:#000000;'>        <span class=\"vert_icon\"><\/span><span class=\"hor_icon\"><\/span><\/span><\/p>        <div id=\"toggle-id-4-container\" class=\"toggle_wrap \"  >            <div class=\"toggle_content invers-color  av-inherit-font-color  av-inherit-border-color \"  itemprop=\"text\"  style='background-color: #ffffff; color: #000000; border-color: #000000; ' ><p>Baudrillard, J. (2006). Il Patto di lucidit\u00e0 o l\u2019intelligenza del Male. Cortina.<\/p>\n<p>Butler, J. (2013). Questione di genere. Il femminismo e la sovversione dell\u2019identit\u00e0, Laterza.<\/p>\n<p>Cacciari, M. (1996). L\u2019invenzione dell\u2019individuo. Micromega. Almanacco di Filosofia.<\/p>\n<p>Douglas, M. (2003). Purezza e pericolo. Un\u2019analisi dei concetti di contaminazione e tab\u00f9. Il Mulino.<\/p>\n<p>Machiavelli, N. (1984). Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio. Rizzoli.<\/p>\n<p>Hobbes, T. (1991). Leviatano. La Nuova Italia.<\/p>\n<p>Levinas, E. (2016). Totalit\u00e0 e infinito. Jaca Book.<\/p>\n<p>Lifton, R.J. (2003). Superpower Syndrome. America\u2019s Apocalyptic Confrontation With the World, Nation Books.<\/p>\n<p>Sartre, J.P. (2013). L\u2019essere e il nulla. Il Saggiatore, Milano 2013.<\/p>\n            <\/div>        <\/div>    <\/div><\/section>\n<section class=\"av_toggle_section\"  itemscope=\"itemscope\" itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"  >    <div role=\"tablist\" class=\"single_toggle\" data-tags=\"{Tutto} \"  >        <p data-fake-id=\"#toggle-id-5\" class=\"toggler  hasCustomColor av-inherit-font-color  av-inherit-border-color \"  itemprop=\"headline\"  style='background-color: #ffffff; color: #000000; border-color: #000000; ' data-hoverstyle='background-color: #ffffff; color: #999999; ' role=\"tab\" tabindex=\"0\" aria-controls=\"toggle-id-5-container\">Letture consigliate<span class=\"toggle_icon\" style='border-color:#000000;'>        <span class=\"vert_icon\"><\/span><span class=\"hor_icon\"><\/span><\/span><\/p>        <div id=\"toggle-id-5-container\" class=\"toggle_wrap \"  >            <div class=\"toggle_content invers-color  av-inherit-font-color  av-inherit-border-color \"  itemprop=\"text\"  style='background-color: #ffffff; color: #000000; border-color: #000000; ' ><p>Galanti M. 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Progetto RE-SERVES: Costrutti chiave. <a href=\"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/\"><u>https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/<\/u><\/a><\/p>\n<\/div><\/section><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":3550,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4549"}],"collection":[{"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4549"}],"version-history":[{"count":15,"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4549\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4636,"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4549\/revisions\/4636"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3550"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/sites.dsu.univr.it\/re-serves\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4549"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}