Adriana Cavarero, “Il canto delle sirene”

Adriana Cavarero – Il canto delle sirene (2025) – Castelvecchi Editore

Ulisse chiude le orecchie dei compagni con morbida cera e si fa legare all’albero della nave per godere del canto delle Sirene senza morirne. Le Sirene però non cantano per lui, né vogliono sedurlo: cantano per il loro piacere, “l’una all’altra”. In un confronto avvincente con Platone, Kafka, Brecht, Blanchot, Adorno ed Eliot, Adriana Cavarero mette in discussione la tradizionale rappresentazione delle Sirene come esseri primordiali, ammalianti e pericolosi, ripensando queste figure mitiche come soggetti liberi, donne che cantano per se stesse, godendo della propria voce e della musica come esperienza condivisa che sfugge alle rigidità del logos. Opponendo al paradigma omerico dell’astuto e vittorioso eroe – diventato, secondo alcune letture novecentesche, piccolo uomo ridicolo – una visione in cui la voce femminile è armonica e plurale, Cavarero propone un’interpretazione inedita e sovversiva di un mito millenario, capace di restituire alle Sirene il mistero tuttora irrisolto della loro potenza canora.

Adriana Cavarero

È una delle più autorevoli filosofe italiane contemporanee. Professore emerito di Filosofia Politica presso l’Università di Verona, ha contribuito in modo decisivo allo sviluppo del pensiero femminista italiano e internazionale, portando al centro della riflessione filosofica temi quali la vocalità, la narrazione, la vulnerabilità e la relazione incarnata tra i soggetti.

Rassegna Stampa

 

 

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