Il progetto si propone di raccogliere esperienze di conciliazione tra vita professionale e vita personale nel contesto delle organizzazioni sanitarie. A partire dalla riflessione sviluppata da Hannah Arendt in The Human Condition, il progetto si interroga sul rapporto tra lavoro e azione, e su come entrambi vengano spesso declinati in chiave di genere. In particolare, la ricerca ambisce a problematizzare il binarismo che, nelle politiche pubbliche e negli studi manageriali, si esprime attraverso il mantra del cosiddetto work-life balance, un concetto che rinnova la separazione tra vita e lavoro, come se, appunto, il lavoro non fosse parte della vita, e la vita non avesse, o non dovesse avere, nulla a che fare con il lavoro. Attraverso la raccolta di interviste, la ricerca intende comprendere in che modo le persone impiegate nelle professioni sanitarie attribuiscano senso al lavoro, se e in che misura quest’ultimo sia percepito in contrapposizione o in opposizione alla vita, e se, e come, tali esperienze varino in relazione a dimensioni identitarie come il genere e l’età.
Referente: Daniela Pianezzi
Gruppo di lavoro: Daniela Pianezzi, Elena Ricci
Periodo: 2024 – in corso

